Iolanda Collina

Da allora, Iolanda, quasi sempre con la sorella Luisa e, a volte, con l’altra sorella Marcella e la madre Cleofe, si è recata nel luogo benedetto ogni domenica e giorno festivo ed in giorni feriali, anche tutti i giorni, poi quattro volte a settimana e, dal 30 giugno del 1938, al giovedì e alla domenica, sfidando – sempre Luisa-: neve, ghiaccio, vento, pioggia, luce e tenebre, caldo cocente e freddo intirizzante. Tutto e sempre noi impavide sfidammo, per quella benedetta terra, nella quale gustammo le gioie più pure, le sole che esistano quaggiù nel nostro miserabile esilio. Ancora Luisa: Varie furono le prove a cui fu sottoposta la Iolanda e le altre veggenti in visione, onde provare, se veramente esse vedevano la Madonna fra le quali ricordo benissimo la così detta prova del fuoco, che consisteva nel mettere una candela accesa in mezzo alle mani della veggente, si noti che le dette mani erano giunte, un po’ aperte, cioè i palmi lievemente sporgenti in fuori, e la punta delle dita unite, permettevano agli interessati di infilare la candela accesa in mezzo alle mani ed io posso affermare di aver visto con questi miei occhi, che la candela fu tenuta ben più di una volta sotto le mani, per lo spazio di oltre 10 minuti, senza riportarne la minima scottatura (sappiamo chemamma Cleofe, non reggendo a tale vista, si allontanava), questo e tanti altri fatti provano che la Vergine SS. è apparsa realmente in quel luogo santo.

continua …

Lascia un commento