Iolanda Collina

Iolanda, dopo indicibili sofferenze, eroicamente offerte (raccontate da Luisa nel Quaderno succitato e pubblicato nel libro di Lia Cardinale “Storie dalla Terra Santa di Scascoli), è spirata l’uno aprile del 1947, all’età di 23 anni, come Clelia Barbieri, la santa fondatrice dell’Ordine delle Minime dell’Addolorata, cui apparteneva e presso il quale ricevette, sul letto di morte, i sospirati Voti, divenendo suor Ilaria. Delle sue vicissitudini e dei suoi sentimenti, conosciamo anche attraverso ciò che lei ci ha lasciato in poesie, lettere e scritti vari. Tra i documenti pervenuti, che la riguardano, vi è un ricordo-santino del 15 giugno 1948 (v. sotto), che porta l’Imprimatur di Federico Gambucci, Vicario Generale  Arcivescovado Vicariato di Bologna, lo stesso che, nell’ottobre 1935, aveva firmato l’ordinanza con la quale si proibiva l’accesso al luogo delle apparizioni.

Il retro del santino di Iolanda Collina, pubblicato ieri, con l’imprimatur del Vicario Generale dell’Arcivescovado di Bologna, monsignor Federico Gambucci.

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