Il giorno 16 settembre 1942 (Iolanda) scrive: “Sono stata a casa, ho riveduto i miei cari, la mia chiesa, ma in questa stessa visita il Signore ha permesso che abbia avuto a soffrire onde col sacrificio avessi a pagare la gioia provata nel trovarmi al paese natale, ricco di ricordi e di care memorie, la gioia e il dolore sono inseparabili. Deo gratias”…
Credo che proprio in questo periodo abbia scritto questo piccolo Dialogo fra gioia e dolore, che mi piace riportare per intero.
Dialogo fra Gioia e Dolore
Gioia – Messer dolore impertinente
Si crudelmente laceri i cuor?
Dolore – Oh,damigella dolce e altera
La gioia vera è forse in te?
Gioia – Dovunque passo sempre mi porto
Gioia e conforto in ogni cuor
Dolore – Ma il cor ama di vero amore
Sa nel dolore pace trovar
Gioia – Pur molti sono per te dannati
o disperati per tua cagion
Dolore – Ma dimmi un poco
non fu già un Dio
che il giogo mio volle portar
Gioia – Però nel mondo rovina porti
e stragi e morti vengon per te
Dolore – Ma la mia insegna scolpita in cuore
di quei che muore il salverà.
Dunque gran dama
lasciami dire
saper soffrire ecco il gioir.