Nutrita la corrispondenza epistolare di Iolanda, tra cui diverse lettere ai suoi cari, come quelle che inviò a ciascuno di loro, nel Natale del 1946, mentre si trovava ricoverata all’Ospedale Pizzardi di Bologna (riportate integralmente da Luisa nel citato quaderno), delle quali offriamo quella inviata alla cara mamma (Cleofe):
Carissima mamma,
Non posso lasciar passare questo giorno così bello, così santo senza dirvi una parola in particolare. Voi cara mamma siete la creatura che sulla terra più di tutti mi ha amato e mi ama. Voi siete colei che supera in amore ogni altro amore. Nessuno potrebbe enumerare i sacrifici da voi compiuti per me. Si mamma, lo comprendo, oggi più che mai, il vostro affetto, perché lungi da voi ho potuto esperimentare veramente che nessuna persona, per quanto affezionata non mi sa amare come voi.
Cara mammina, vorrei potervi consolare nelle ore tanto tristi… e invece … Non faccio che aumentare la vostra preoccupazione e ad accrescervi i pensieri, coraggio cara mamma, non lasciamoci abbattere, avvilire, lo scoraggiamento ci avvilisce e ci sfinisce, ci conviene essere forti, sperare sempre in un avvenire migliore, e rassegnarci al volere di Colui che tutto dispone per il nostro vero bene, Iddio è nostro Padre, e il Padre non può volere altro che il bene dei suoi figli.
Dunque mamma, non voglio più che piangiate per me. Siate tranquilla, sul mio conto, è il buon Dio che vuole così, e noi non possiamo far altro che sottometterci alle Sue disposizioni, solo domando una cosa, pregate qualche volta per me, perché il Signore mi dia sempre tanta forza da saper dire il mio “fiat” specie quando costa maggiormente, quando il cielo è in burrasca. Vorrei oggi poter fare un volo fino a casa, gettarmi sulle vostre braccia e riposare tranquilla, come quando vi dormivo i sonni dell’innocenza…. invece…. mi limiterò a starvi vicina spiritualmente, fare una preghiera speciale al nato bambino perché vi dia tanta pace, salute, prosperità.
Vi abbraccio strettamente in Domino. Vostra aff.ma figlia
Iolanda.