Iolanda Collina

Tanti i racconti da lei fatti delle sue vicissitudini, dei vari ricoveri ospedalieri, tutto affrontato con completo abbandono alla volontà di Dio e con grande forza d’animo. Sempre Luisa: Racconta un teste che un giorno, anzi uno dei primi giorni che si trovava al Pizzardi, si alzò dal letto, andò a fare un giretto per il corridoio e ritornando in camera si mise a fare la “Villana di Scaricalasino” farsa che fece più volte in Istituto, le altre ragazze rimasero attonite ad ascoltarla e da quel giorno le si affezionarono moltissimo e quando rese la sua bella anima a Dio, molte piansero amaramente tale perdita come fosse loro sorella. In seguito poi compose una lieta canzone sul motivo “La chiesetta alpina” che poi alternativamente si sentiva cantare in ogni reparto e s’intitola: “La canzone del Citerra”

Non poche le poesie composte da Iolanda; ne riportiamo alcune

NOSTALGIA

Babbo, Mamma
Casa lontana
Dolce campana
Torna a suonar.

I tuoi rintocchi
Parmi sentire
Quando il morire
Torna del dì.

Ma no è un’altra
Che fa tue veci
Quando mie preci
Levo al Signore.

Lungi vi vedo
Miei cari monti
Che fresche fonti
Fate sgorgar.

Come fu duro
L’estremo addio
Solo il Buon Dio
Potrà ridir.

Ma nella vigna
Sacra al Signore
Gioisce il cuore
Che Egli chiamò.

E nel silenzio
Vero gioire
Saper soffrire
Col Buon Gesù.

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