Iolanda Collina

18.2.1938 – Sermone da recitare in tre dettato da Maria SS. alle veggenti

Iolanda        Ah! Gente umana, o genti buone guardate le bellezze sovraumane, che scendon così liete giù dal ciel.

Luisa           Or pochi le conoscono le sembianze che scendon giù dal ciel così tranquille, ma un giorno tutti le conosceranno, oh! Madre mia! Allora tutti saran contenti.

Marcella      Chissà, chissà, chissà qui che gran Chiesa che ci verrà, non avran numero le porte che saran fatte in questa Chiesa. Io giuro, piuttosto la morte che mai più, mai più negar.

Iolanda        Chissà che bellezza che allor verrà. Tutta la gente, con gran spaventi, s’inchinerà a baciare la Tua Terra. Ah! Madre Santa, oh! Madre bella! Tu che tieni in pugno il mondo, il Tuo Figlio ora dice: O gente umana, la mia parola non è vana, voi non date retta a me. Ma io sento il dovere di mandarvi gran castighi. Mi raccomando, raccomando, raccomando di pregare molto. Io ò ancora un filo nero, che il mio braccio lo circonda, quando il filo si romperà, anche il popolo si castigherà, sempre oltraggi e pene. Sentono e non ascoltano il mio lamento! Penitenza, o figliuoli, penitenza!

Luisa           Questa gente, sempre lo oltraggiano! Uno lo schernisce da una parte, l’altro, lo oltraggia da quell’altra. Oh! Dio dell’arca, tu dici, così il mondo è un’arca. Tutto il popolo gira sempre di qua e di là, quando la barca si romperà, anche il mondo finirà. Tutta la terra sarà sospesa, oh! Paradiso o inferno ci toccherà.

Marcella      Zitte zitte, bambine mie e non parlar più di queste cose, il mio cuore è da piccina e sente morirsi in tutte le cose. Il Signore è tanto buono, la Madonna al pari suo e di certo ci perdonerà.

                    (Queste sono le parole di Gesù).

Tutte assieme – Voglio tanto bene ai miei figli che li vorrei sempre perdonare, ma il mio cuore non può più sopportare le ingiurie che ricevo dai figli miei.

                    Parole di Maria

                    Apparisco da una parte e non mi credono, apparisco da quell’altra mi calpestano, qual gioia sarebbe per una Madre se fosse onorata dai figli suoi? Ma in questo mondo ci sono delle squadre che non mi credono al parlar col labbro mio.

                    Ti salutiamo, Santa Madre, insieme a Dio.

                    Del sermon non ce n’è più, addio, addio, andiamo giù.

Dal I Registro di Stanzani Tonino (inedito)

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