Ad edificare la Via Crucis fu il Conte Marco Acquaderni. Nel libro “Storie dalla Terra Santa e Benedetta di Scascoli”, a pag. 258, viene riportato l’ottavo diario di don Angelo Gallo Galli, il parroco, all’epoca, di Scascoli (tanta è la documentazione che lo riguarda, ma ne parleremo più avanti), in cui, tra l’altro, si legge: … “A conferma della realtà su tali Apparizioni si raccolgono questi fatti che umanamente non si spiegano.
Primo – la fabbricazione della Via Crucis del Conte Marco Acquaderni, avente una giovinetta figliuola sordomuta e paralizzata, il quale, in seguito a sopralluogo con la famiglia: ha notato statica la povera infelice, mentre prima si reggeva solo sostenuta a destra e a sinistra. Nel vedere il conte le veggenti fare la Via Crucis come insegna loro la Madonna, chiede con biglietto chiuso il permesso di erigere lui le singole stazioni consegnandolo a una di quelle bambine che si sente rispondere: Gradirò molto questo atto. Da Bologna la domenica 26 dicembre sull’automobile propria porta le croci. Concetta Ghini (nonna di Angelo Stanzani), una buona donna, graziata, la quale conosce bene l’andamento delle Apparizioni, esclama: Sarà contenta la Madonna che si lavori oggi che è festa? Riflettendo il Conte, mediante altro biglietto chiuso, chiede se è permesso l’impiego di operai per approntare le croci … La risposta è questa: Meglio santificare la festa”.
