Rina, la Veggente della luce

Ancora nello stesso libro di Lia Cardinale, a pag.258, da Carmine D’Amato, anch’egli fedele della Terra Benedetta, veniamo a sapere che, almeno due o tre volte, egli ha assistito, durante la Via Crucis, allo svenimento di Rina.

Nel II Libro di Storia di Tonino Stanzani (inedito), lo stesso Tonino racconta che, nella mattinata dell’ 1.4.94, Venerdì Santo, durante la Via Crucis, arrivati alla dodicesima stazione, la Veggente Lizzani Caterina, che portava la Croce, è caduta di colpo a terra, con gli occhi rivolti al cielo, rimanendo in estasi per circa cinque minuti, poi si è ripresa un po’ e abbiamo proseguito pensando alla caduta così forte in mezzo ai sassi. Finita la Via Crucis, siamo andati al Santo Sepolcro e solo allora è ritornata nella normalità. Abbiamo chiesto se avesse male da qualche parte, risposta: No.

Sempre Tonino, nel medesimo libro, dice, al 14.4.95 – Venerdì Santo:

“Tutti gli anni il Venerdì Santo viene commemorato da tutti i fedeli della Terra Santa come segno di pietà in riconoscimento alla Passione e morte di Gesù.

Facevamo la Via Crucis, arrivati alla nona stazione, la Vegg. Lizzani Caterina, ad un tratto inaspettato di colpo cadde a terra in mezzo ai sassi di cui la strada è composta. Siamo rimasti male, poi abbiamo constatato che la Vegg. era in estasi, è rimasta per circa 5 o 6 minuti con gli occhi rivolti al cielo, poi si è alzata da sola, però era sempre compromessa con gli occhi spesso rivolti al cielo. Finita la Via Crucis, siamo scesi giù al Sepolcro sempre pregando secondo gl’insegnamenti ricevuti da Maria SS. Solo dopo quasi alla fine delle preghiere è ritornata alla normalità. Abbiamo chiesto se si sentiva male da qualche parte. Risposta: No.”

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