Giuseppina Coiaccetto

A pag. 305 del libro “Storie dalla Terra Santa e Benedetta di Scascoli”: Con la domenica dell’8 ottobre 1944, la Terra Santa di Scascoli per circa sei mesi non verrà più frequentata. Si commemorava la festa della Beata Vergine del Rosario di Scascoli, il 19 ottobre, quando più frequenti del solito le cannonate riempirono l’aria e i proiettili sibilavano sul capo. Fu necessario allontanarsi in fretta da quel pericolo sovrastante. Quel giorno Pina perse una scarpa ed era venuta da sola per il fiume…. 

Al primo bombardamento di Bologna che distrusse l’Abbadia e uccise una suora, Pina fuggì sfollata in zona Casaglia – Santuario di San Luca. Di ritorno dal lavoro si riuniva al marito e ai figli che alloggiavano in via Monte Albano n. 22 presso i parenti di Imelde Fagiolini (abbiamo scoperto successivamente che il cognome esatto è Faggiolini), i quali a loro volta avevano il locale in affitto dal proprietario Cugini. In quel luogo trovarono ospitalità oltre 30 sfollati i quali oltre al tetto sotto cui riposarsi avevano minor pericolo per la distanza e più facilità di adito al lavoro. Il padre di Imelde, in antecedenza, aveva sognato che doveva essere sua cura accettare ogni persona che si fosse presentata a chiedere ospitalità. E la generosità della figlia Imelde ne aveva approfittato. La madre poi preparava da mangiare anche per chi non ne aveva, e il macinino da caffè serviva per macinare il grano. Ci pensarono poi i tedeschi, non quelli che erano in casa Cugini, a portar via tutto: col grano anche l’unico asinello da soma.

Per quanto riguarda Imelde Faggiolini, ne abbiamo già parlato, ma ancora di lei racconteremo, voglio ricordare che è la fedele fra le più presenti nella Terra Santa e Benedetta di Scascoli. Proprio lei era presente il giorno dello scoppio della mina che falciò la vita di Pina e del giovane Aristide Pierpaolo, detto Paolo il quale era un seminarista e militare in servizio al Mazzacorati dove lavorava anche Pina Coiaccetto. Lui è morto il 29 aprile 1945, Pina invece è morta il giorno successivo. È citato come figlio spirituale di Pina nella lapide posta dentro al Santo Sepolcro nella Terra Santa e Benedetta di Scascoli.

Avevo parlato delle divise volute dalla Santa Vergine per le veggenti e per le donne che facevano la Via Crucis. Ho anche scritto che sul retro, all’interno, c’è una lettera che, presumo, sia l’iniziale della persona che la indossava. Questa P mi fa pensare a Pina Coiaccetto.

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