Don Angelo Gallo Galli

Riportiamo quanto contenuto a pag.34 del Libro di Salomoni-Brasa: La Terra Benedetta di Scascoli”, tratto da un manoscritto di Mons. Mario Serrazanetti:

                                              Ancora Don Angelo

Sacerdote santo, uomo di fede e di intensa vita interna, crede con fede intensa alla Apparizione. (Luisa Collina)

Non si poteva certo pensare lui essere un mistificatore, o un mago carismatico, anche se non esita a difendere la sua posizione.

Il 18 giugno 1938, sabato, l’Apparizione così si espresse:

Il canonico, giovedì quando predicava, rispondeva a Gesù. Non tutti se ne sono accorti. Alcuni di voi si. Neppure voi chierici avete capito. Eppure si sentiva bene che diceva parole del Cielo. Anche la Pia lo ha capito dal fondo della Chiesa.

Vi dico alcune parole che diceva Gesù: – Voi siete un gregge di pecorelle perdute, senza il pastore. Oh! Povero mondo perduto! Quando c’erano in terra i miei Apostoli, non erano mica così i cristiani!-

Il Canonico si era commosso e non sapeva se era in terra o in Cielo. Il suo pensiero era sollevato a Me e a Gesù. Non ha capito tutto perché si commuove.

Ci sono tanti che dicono che è matto, ma sono più matti loro. Guardate fin che volete, ma un sacerdote come Don Angelo non lo troverete!

In lui vi era una grande generosità ed era ospitale con tutti. La prima volta che lo scrivente si recò al Casetto, fu trattenuto per tre giorni ospite gratis presso la canonica di Scascoli. E dal Canonico ebbe in regalo un arnese da barba con la lametta che ancora conserva.

Quando Don Angelo desiderava fare una capatina all’Apparizione, data la distanza dalla canonica, lo si vedeva arrivare a cavallo.

Era fervidamente convinto della verità dell’Apparizione e gliene davano conferma completa gli intrighi e l’opposizione dell’acerrimo nemico che è geloso dell’uomo e della sua salvezza…

       Si dice che avesse anch’egli visto la Madonna e che sul suo petto vi fosse la piaga del costato.

Lascia un commento