Don Angelo Gallo Galli

Nel libro: “La Terra Benedetta di Scascoli”, a pag. 181, vi è la testimonianza data, nel novembre 2011, da Suor Maria Assunta, al secolo, Marcella Collina, sorella di Iolanda e Luisa, riguardo a don Galli:

“Era un uomo che aveva delle rivelazioni divine e io quando avevo nove anni l’ho visto in estasi. Fu una domenica, no anzi era il giorno della festa del Corpus Domini, sicuramente nel giugno del 1939, e don Angelo durante la celebrazione del pomeriggio, inginocchiato davanti al Santissimo esposto, teneva una esortazione, il “fervorino”, cui faceva seguito un quarto d’ora di adorazione, e questo si ripeteva per due volte.

In una di queste due volte, mentre era voltato un po’ verso il Santissimo e un po’ verso la gente alla quale parlava, è andato in estasi; noi ce ne siamo accorti perché non parlava più al popolo e a un certo punto diceva: sì Gesù e poi stava in ascolto di quello che gli veniva detto: era un monologo per noi, ma era un dialogo con Lui, fino a che è terminato e don Angelo non ha più detto nulla.

Finita la celebrazione con la benedizione, è seguita un’adunanza con le Figlie di Maria e siamo andate nella sala addetta, dove mia sorella Iolanda, che aveva quindici anni, ha detto rivolta al Parroco: Signor Canonico, ma lei ha visto il Signore? Proprio così gli ha detto davanti a tutti, forse una trentina di persone, e senza giri di parole; per tutta risposta don Angelo si è messo a piangere, poi ha detto: Sì e avremo presto un grande flagello proprio qui da noi e vi saranno morti e distruzione …

Gli era stato dunque predetto dal Cielo il tragico passaggio del fronte, che lui non vide perché morì nel 1942, e che sconvolse le nostre zone come ben sappiamo.

Don Angelo ha dato questa testimonianza dietro la domanda esplicita di mia sorella, ma noi in chiesa ci eravamo accorti tutti di quello che stava accadendo, sentendolo che diceva: Sì, Gesù; no, Gesù – ed eravamo ammutoliti e col fiato sospeso perché non capivamo.

Io avevo solo nove anni, ma ricordo tutto con molta chiarezza, come se fosse successo ieri”.

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