Dal libro “Storie dalla Terra Santa di Scascoli” di Lia Cardinale - Testimonianza di Tonino Michelini - Pag. 228
Oggi scopro che Olinda aveva ereditato il dono di veggente da Pina Co(l)iaccetto, che, prima di morire, era andata a trovarla dicendole che avrebbe dovuto prendere il suo posto. Pina era chiamata Figlia della Croce, portava la croce durante la Via Crucis ed aveva immolato la propria vita per salvare la città di Bologna, come già raccontato.
Il gruppo di Tonino era formato da una settantina di persone, durante la settimana tutti erano impegnati con il lavoro. Il marito di Olinda (Giulia Maria Cristina) era rappresentante di libri per la scuola (casa editrice Dante Alighieri). Pertanto, andavano al Casetto il sabato pomeriggio, Tonino spesso in bicicletta fino a Livergnano: lasciava la bici presso una famiglia; gli altri prendevano una corriera fino a Livergnano. Da lì a piedi giù per il sentiero e si fermavano a fare uno spuntino in un posticino in terra piana. Cominciavano a pregare fin verso mezzanotte, ora in cui sostavano per cena sul prato in allegria. Spesso, tramite la veggente, Gesù Bambino si manifestava, si intratteneva con loro e scherzava; dava risposte a chi le chiedeva. Subito dopo iniziavano la Via Crucis e puntualmente il parroco di Livergnano, che credeva alle apparizioni, faceva suonare le campane a doppio per tutta la durata della Via Crucis.