Dal libro “Storie dalla Terra Santa e Benedetta di Scascoli” di Lia Cardinale – Testimonianza di Orsolina e Tonino Michelini
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Orsolina mi dice che monsignor Brini (sembra che fosse il Capo Penitenziere di Bologna, se non di tutta la diocesi) accorse nel Cenacolo di preghiera, dove Olinda versava in gravi condizioni. Fu lui a confessarla e darle la Comunione perché il parroco della zona si rifiutava di andare nella casa della donna. Ella era spesso in fin di vita, offriva i suoi dolori per la salvezza delle anime; se, come spesso accadeva, non aveva la forza di andare in chiesa, il sacerdote non andava nella sua casa e quindi la lasciava priva dell’Eucarestia. Alcuni andavano a parlar male di lei in Curia, dove veniva definita “la prostituta”. Se tu sapessi, le disse il sacerdote, quanta gente viene a parlare male di te! Sarebbe meglio che non venissero neanche in chiesa; la gente viene in Curia a raccontare, magari in buona fede, cose che non sono vere.