Nelle orecchie

Sento ancora, nelle orecchie, gli inni cantati da Tonino ai pressi dell’altare esterno della Terra Santa e Benedetta. Orsolina portava sempre dei fiori freschi per adornare l’altare e insieme pregavano per ore. Arrivavano in mattinata, dicevano i tre Santi Rosari, pregavano la Via Crucis e poi consumavano il pranzo seduti sulle panche in cemento vicino alla Cappellina. Alla fine tornavano alla preghiera e cantavano. Tonino aveva una bella voce alta e cantava, cantava…

Quando siamo giunti noi, li abbiamo invitati a pregare insieme ed hanno aderito. Una volta, li abbiamo fatti sedere su due sedie, li abbiamo circondati ed esortati a raccontare…

Che belli erano! La vocina di Orsolina sembrava cinguettasse…

Ci passavano il testimone, erano le ultime volte che venivano al Casetto; in seguito mi ero resa disponibile ad andarli a prendere e poi riportarli a casa ma, ormai, non se la sentivano più. L’ultima volta che ho incontrato Orsolina, che doveva consegnarmi i Quaderni su cui aveva scritto quanto la veggente aveva dettato, si è seduta su di una sedia e poi si è “addormentata” profondamente. Purtroppo era diabetica e per quella mattina non capì più nulla. Salutai Tonino ed andai via. I Quaderni che Orsolina aveva preparato per consagnarmeli erano pesanti, anch’io ero stanca ed, inoltre, avevo parcheggiato lontano da casa loro. Presi solo qualche Quaderno e dovetti lasciare lì gli altri. Quando chiesi alla figlia adottiva, i rimanenti Quaderni, erano stati concordi i due fratelli con il loro cugino padre Giancarlo a decidere di affidarli a me, mi furono rifiutati. Ero rimasta con i due fratelli alcune ore a parlare dei fatti che avevano vissuto. Quella fu l’ultima volta che vidi Orsolina, circa un mese dopo morì. Andai al suo funerale e, in quella occasione, alcuni fedeli della Terra Santa e Benedetta, mi accompagnarono alla tomba di Giuseppina Coiaccetto e scattai alcune foto che abbiamo già pubblicato.

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