Tonino Michelini

seconda parte

Adesso narriamo di un’altra volta in cui il Signore l’ha salvato da morte crudele; si trovava a Monterenzio, dove abitavano nonni e parenti, era nei pressi del fiume Idice. Stavano potando i rami dei pioppi affinché i fusti, da cui si ricava la carta, si rinforzassero. Era arrampicato su uno di essi, all’altezza di un secondo piano di una casa, suo cugino era salito su una scala, ed era sotto di lui.

Un ramo si spezzò, Tonino perse l’equilibrio, finì addosso al cugino e, in tal modo, si cambiò la traiettoria della caduta; non cadde sopra i sassi sottostanti ma su un mucchio di sabbia più in là ed ebbe salva la vita. Caricato in spalla dallo zio, fu portato a casa e steso sul letto. Il nonno lo curò con l’albume dell’uovo sbattuto steso sulla tela appoggiata sulla schiena: indurito, era come un busto. Rimase a letto sette giorni assistito dai parenti; alla fine della settimana poté prendere la corriera e tornare a Bologna, nella propria casa.

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