Tonino

Parte terza

Alcuni anni fa Tonino, per aiutare il cugino di Formosa (padre Giancarlo Michelini, missionario, di cui parleremo più avanti) a cui è riuscito ad inviare parecchi soldi per contribuire a sostenere le spese che doveva affrontare, con il camioncino andava in giro e caricava di tutto anche ferri vecchi, stufe ecc. Erano pesi grandi da sollevare. Una sera, mentre si trovava sulla Tangenziale, a causa del buio che era calato, mentre le macchine che lo precedevano non avevano ancora acceso le luci, ebbe un incidente grave: le due macchine che lo precedevano ed il suo furgoncino andarono distrutti. Per riparare il suo mezzo gli chiesero troppi soldi e decise di non farlo aggiustare. Smise quel lavoro e questa pure fu una grazia del Cielo. Il suo cuore era malandato, se avesse ancora fatto uno sforzo e i medici non fossero intervenuti tempestivamente non avrebbe potuto sopravvivere.

In seguito ad un controllo e ad una tac, appurarono che bisognava sostituire l’aorta. L’intervento era complicato e lui era preoccupato. Un giorno, mentre stava seduto sul letto, in camera sua, si sentì avvolgere in un abbraccio: la mamma morta gli sussurrava: Non ti preoccupare Tonino, andrà tutto a meraviglia.

L’intervento durò molte ore, il suo umore era alto. Quando entrò in sala operatoria era sorridente e il professore gli fece i complimenti perché così si semplificano le cose. In tanti arrivano agitati e rendono tutto più difficile. Non ci fu bisogno di sostituire la sua valvola, che riprese a funzionare benissimo e quindi non occorre una periodica pulizia. L’intervento iniziò il mattino alle 7, nel pomeriggio ebbe delle visioni molto paurose: vedeva una piazza enorme, almeno cinque volte più grande di Piazza Maggiore, gremita da almeno centomila persone; avevano tutti il medesimo viso, grande bruttura, persone condannate all’inferno lo guardavano con un immenso odio. Dopo questa massa vide arrivare vicino a lui, a distanza di circa tre metri, satana in persona, brutto, terribilmente brutto: capelli neri, viso nero, anche tutto il corpo era nero e aveva le corna. Aiuto, aiuto urlava Tonino. I medici gli fecero una puntura e dormì fino al mattino successivo. Al risveglio, c’erano ancora in giro alcuni di quei visi. Era giù di morale per queste visioni; non erano fantasie, li ha visti coi suoi occhi. Il maligno ce l’aveva moltissimo contro di lui che lavorava per il cugino Giancarlo e insieme gli rubavano le anime. Volse lo sguardo verso il soffitto e vide Padre Pio da giovane, sorridente, che gli disse: Non temere, guarda il cielo. Fu così che tornò calmo, padre Pio lo proteggeva.

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