Padre Giancarlo Michelini

Era passato del tempo, un giorno vide il suo superiore giù di morale, il ragazzo gli chiese se fosse lui la causa, ma quello gli rispose: Ci avviciniamo alla festa di San Camillo e non so come fare per preparare il pranzo per il Padre Generale, che sarebbe arrivato a far loro visita con un seguito. Giancarlo si offrì di prepararlo lui.

Te la senti?

Ho sempre aiutato la mamma ed ho imparato anch’io.

Va bene, ricordati che se farai bene mi ricorderò sempre di te, prendi tutte le suore che vuoi per aiutarti.

Il ragazzo si mise subito al lavoro con le suore. Andò a comprare la carne per i tortellini, per il brodo e l’arrosto. Tirò la sfoglia, cominciò a tagliare i quadratini e insegnò alle suore come fare i tortellini. C’era parecchia gente al pranzo: il Padre Generale con gli accompagnatori, i frati del convento, gli studenti ecc. Solo il dolce presero da fuori.

Lavorarono tutto il giorno prima ed anche la notte.

Prepararono le tavole e riempirono le scodelle. Mentre mangiavano, il Padre Generale soddisfatto chiese: Chi ha preparato questo meraviglioso pranzo? Il superiore raccontò del ragazzo e lui: Tientelo ben caro, anche in missione, un buon cuoco può fare molto.

Verso sera il ragazzo vide il superiore. Giancarlo, mi potevi far fare una bella figura, ma non così! E gli raccontò quello che aveva detto il Padre Generale. Concluse dicendo: Tutte le volte che tu avrai bisogno io sarò sempre pronto ad aiutarti.

Il ragazzo aveva disturbi al cuore e lo rimandarono a casa perché fosse curato, ma il superiore lo fece tornare perché non voleva che perdesse l’anno scolastico. Volevano aiutarlo togliendogli alcune materie, ma lui non accettò, fu promosso con ottimi voti.

Questa pagina mi suscita grande emozione: ricordo l’amore e l’intensità con cui mi è stata raccontata da Tonino. Risento le sue parole – che ho mantenuto pressoché totalmente.

Lia

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