Nel Libro “Storie dalla Terra Santa e Benedetta di Scascoli” di Lia Cardinale, a pag. 203, vi è riportata la lettera di posta elettronica di padre Giancarlo Michelini in risposta alla richiesta, da parte di Lia, di una sua testimonianza sulla Terra Santa e Benedetta di Scascoli:
“Luodong, 18 maggio 2015
Gentilissima signora Lia Cardinale,
leggendo il suo libro sulle apparizioni della Terra Benedetta di Livergnano, ha risvegliato in me molti ricordi e nello stesso tempo non ero al corrente di molte cose.
Noi abbiamo cominciato a frequentare la Terra Benedetta subito dopo la guerra, avevo poco più di dieci anni, andavamo, tutta la famiglia, con gli zii e cugini Tonino ed Orsolina, ed alle volte altri parenti e molta altra gente. Si arrivava nel pomeriggio e si pregava fino alla mattina del giorno seguente.
Noi, in famiglia, eravamo molto religiosi: dopo la guerra, papà era ritornato dall’Africa, dopo dieci anni, rimasto prigioniero per vari anni e da molto tempo non avevamo sue notizie. Spesso, alla mattina, noi bambini ci portavamo all’Antoniano di Bologna, a servire Messe: molto del nostro tempo libero lo passavamo là, conoscevamo un po’ tutti i padri e chierici, dei quali ho sempre avuto un bel ricordo e, con l’Antoniano, per anni ho anche collaborato per la loro Mostra Internazionale di Pittura, dei bambini e dei ragazzi, mandando molti disegni da Taiwan. Mio padre, ritornando dall’Africa, aveva l’ulcera allo stomaco e, poi, un tumore maligno alla vescica, fu operato dal Professor Forni all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna; si rinnovò subito il tumore e il lungo taglio non si chiudeva più. Ci siamo rivolti a Padre Pio, chiedendo preghiera. Una domenica mattina la mamma ci svegliò: dovevamo andare alla Madonna di San Luca con gli zii e cugini a pregare; la mamma ci disse di aver sognato papà che, dandole una cartella, le aveva detto di darla ai bambini che la cantassero alla Madonna di San Luca: noi tre, avevamo una bella voce. La mamma, portandosi all’Ospedale, incontrò papà per i viali del Sant’Orsola: disse che si era sentito bene, con la voglia di alzarsi. Il taglio si era miracolosamente chiuso e, da allora, non ebbe più niente. Ogni anno lo chiamavano per il controllo: doveva essere nell’anno 1947-48. Papà è morto di vecchiaia, nel 1984, a novant’anni.
Noi dobbiamo essere grati a Dio per tante cose e, naturalmente, eravamo molto devoti alla Madonna. Ho trovato molto interessante la storia delle prime apparizioni di Livergnano: non credo che dei bambini mentissero. Pure la storia di suor Iolanda e il suo diario è molto commovente; ritengo sia una santa e che qualcuno dovrebbe pensare ad inoltrare la causa di Beatificazione.
Certo non riesco a capire come la Curia di Bologna sia stata fin dagli inizi contraria alle apparizioni ed impedisse ai sacerdoti di parteciparvi, mentre sarebbe stato logico incaricare alcuni sacerdoti della zona a seguire le apparizioni per esaminarne la loro autenticità. Allora, noi fedeli, non riuscivamo a capire la contrarietà della Curia: spesso Dio ha i Suoi disegni diversi dai nostri.
Io, fin dai primi anni, andai in postulandato. Divenuto padre Camilliano, chiesi di venire qui, a Taiwan, nel 1964; sono già cinquantuno anni che sono missionario qui a Taiwan. Fin dal mio arrivo, dopo una visuale dei nostri due distretti, decisi di creare questo grande Centro Giovanile Cattolico Lan Yang, con molte attività, aperto a tutti, senza distinzione religiosa, spesso in collaborazione col governo della nostra Contea.
Fin dall’inizio, ho avuto molto chiaro quale sarebbe stata l’Opera e, nonostante le non poche difficoltà, siamo andati avanti, un’Opera molto conosciuta qui a Taiwan, spesso ne ha parlato anche la televisione. Lo Spirito Santo mi è sempre stato vicino.
Ritornando alla Terra Benedetta, qui i Vescovi hanno agito in modo diverso. La nostra Contea è quasi tutta alta montagna e foresta foltissima. Dai monti, meta di escursioni, verso est, si gode una visuale stupenda: la nostra Contea ed il Pacifico.
Un gruppo di dodici persone, da Taipei, si portò lungo il lato Nord, su per la più alta montagna, avevano sui 50-60 anni. Giunsero in cima all’imbrunire, molto stanchi, dopo ore di viaggio nella foresta, non era possibile pensare subito alla discesa dal lato est. Tuttavia, cinque di loro, il giorno dopo avevano impegni importanti e decisero di ritornare durante la notte, pur avendo molta paura.
Sulla cima di questo monte, il nostro fratello camilliano Pavan, vi si portava spesso, con un gruppo di cattolici, creandovi un luogo di preghiera con una bella Madonna di marmo e Via Crucis. Inoltre, aveva costruito una baracca-rifugio per chi si trovasse costì di notte. Tutti e dodici, pur non essendo cattolici, pregarono la Madonna di proteggere i loro cinque compagni nella discesa. Presero dalla Madonna alcune candele e si diressero, al lume delle candele, verso la valle, pur con grande trepidazione: un tragitto di ore. All’improvviso sentirono rumore di cascate, pieni di gioia compresero di non essere lontani dalla meta. Si fermarono, per prendere respiro: nel frattempo videro su una pianta una immagine bianca, molto splendente; ammirati, non sapevano capire che cosa fosse, pur non sentendo paura. In seguito ritornarono presto sul posto di giorno, per capire cosa fosse stato quello splendore intenso, ma là era solo fitta foresta. Capirono che era la Madonna, di cima alla Montagna, che li aveva condotti con la sua luce lungo il sentiero della discesa: le candele non si sono mai spente o esaurite.
In seguito, portarono sul posto una statua della Madonna, in marmo bianco, con una lapide su cui avevano scritto che la Madonna li aveva aiutati a scendere di notte dal monte, di venire spesso a pregare. Vennero anche nel nostro Ospedale: alcuni erano poliziotti.
I vescovi decisero, in seguito, di costruire una Chiesa ed un Ostello, terminati circa nel 2005, meta di molti pellegrinaggi da Taiwan e da tutta l’Asia, anche dalla Cina.
Voglio sperare che il Cardinale di Bologna incarichi dei sacerdoti ferventi ad indagare sulle visioni di Livergnano e sulla vita di suor Iolanda e vi sorga presto una Chiesa dove i fedeli possano recarsi spesso a pregare.
Padre Giancarlo Michelini
Taiwan, 13 maggio 2015