Mariolina Bonacorsi

Ero ridotta ad una larva umana, bisognosa di essere imboccata ed accudita in ogni minima necessità. La preghiera era rimasta il mio unico conforto per continuare a sopravvivere ad uno stato pietoso e spaventoso. Fu allora che implorai ardentemente la Madonnina facendole voto che se mi avesse concessa la grazia della guarigione, mi sarei fatta monaca di clausura nel convento di Montecreto dove, in età infantile avevo già vissuto ininterrottamente per otto lunghi anni dall’età di tre fino agli undici anni senza mai uscire.

In tale pietoso stato rimasi però per quattro o cinque mesi, quando una mattina nel dormiveglia, mi apparve in sogno la mia cara nonnina morta qualche anno prima. Mi si presentò piena di tante premure e con fermezza mi esortò a seguirla in un luogo dove, diceva lei, appariva la Madonna. Là dovevo andare per bere l’acqua miracolosa di una fontanella che mi avrebbe guarita.

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