Ora la serenità era tornata in me, mi ero unita alla fervente preghiera di questo gruppetto e mentre ero assorta nei miei pensieri, vidi il cielo come aprirsi, come fosse coperto da una tenda, ed in un azzurro mai visto mi apparve splendente, raggiante, meravigliosa, una Signora di bianco vestita, con un manto azzurro che teneva in braccio un Bambino. Rimasi estasiata ed inebetita per un po’, poi ripresami, scossi il capo come a voler tornare in me, guardai intorno per sincerarmi che non fosse un’allucinazione, ma… la bianca Signora era sempre lì col suo sguardo benigno, quasi sorridente e pieno di tanta dolcezza quasi a dirmi: vedi figlia mia tu non hai avuto fede, non hai creduto alle manifestazioni che avvengono in questo luogo, ma Io posso, quando e come meglio credo, non è forse vero?… La gioia che mi aveva invaso era talmente grande che il cuore sembrava mi scoppiasse. Era gioia di cielo, indescrivibile a parole, talmente intensa che non ressi a lungo alla visione e scoppiai in un pianto convulso ed inarrestabile. Era sì gioia immensa, piena, gioia vera mista però al dolore di non aver creduto, di aver offeso col mio scetticismo la Bianca Signora. Poi anche il tempo si unì al mio pianto. Il cielo si rabbuiò e fra lampi e tuoni fu uno scrosciare di acqua a catinelle il che ci costrinse ad abbandonare quel luogo.