Mariolina Bonacorsi

Riattraversammo il rio, risalimmo la mulattiera ridotta a fanghiglia, e poiché non avevo preso con me alcun ombrello, ero ridotta in un stato pietoso. Il soprabito bleu e bianco era madido ed infangato, il cappellino privo di forma, le scarpe senza tacco; ero impresentabile, ma felice, felice, felice da non importarmi nulla di quello che poteva dire la gente che avrei incontrata nell’attraversare la città per raggiungere casa mia. Appena il mio sposo mi vide in quello stato si preoccupò di quello che poteva accadermi dato il mio stato di salute sempre cagionevole. Ma io con l’esuberanza e la certezza che solo la fede sa dare, lo tranquillizzai dicendomi sicura che non mi sarebbe accaduto nulla. E così fu: non un raffreddore, non un disturbo, anzi più vigoria e vitalità. Se questo fu l’inizio della mia filiazione a quella Terra Benedetta, è comprensibile come smaniassi dal desiderio di ritornarvi, spinta anche dalla segreta speranza di rivedere la meravigliosa Bianca Signora col Bimbo in braccio.

Lascia un commento