(Dettato da Maria SS. alla veggente Iolanda il 19.12.1938
(Da dire il giorno di Natale – una bimba sola)
Maria e Giuseppe si mettono in viaggio.
Cerchiamo Betlemme – dice Maria,
fra due ore il nostro viaggio sarà compiuto.
Maria e Giuseppe passano per la città
ma in nessun posto si possono albergare.
Giuseppe dice: “Maria sono le dieci.
La neve comincia ad imbiancare:
dove andremo questa notte a riposare?”
“Eccola qua una capanna,
questa misera capanna sarà il nostro rifugio”.
La mezzanotte è suonata: Gesù Pargoletto è nato.
Alla Capanna un Angelo corre, corre per tutti i dintorni.
“Pastori”- egli dice – “venite a vedere: è nato un Bambino”,
vengono genti da tutte le parti: è nato il Re di tutti i re.
Correte, o genti, venite ad adorare Gesù!
Pesci che siete nel mare venite ad adorare Gesù.
Uccelli che nell’aria volate venite ad adorare Gesù.
Agnelli che siete a brucare venite ad adorare Gesù.
Genti che mi state ad ascoltare venite ad adorare Gesù.
Benedici o Gesù questo popolo, queste persone
che vedi qui presenti. Benedici le loro famiglie,
benedici noi tutti poveri peccatori.
Benedici tutti quelli che non ti conoscono,
fagli conoscere la luce del tuo Vangelo.
Benedici la tua Chiesa e tutti coloro che la compongono.
Oh! Dio d’Infinita Bontà vieni con un po’
della tua misericordia e spargila per tutto il mondo
in questi tempi di morta fè. Deh! Fa’ che la tua fede rinasca.
Metti la pace nel mondo intero: deh! Fa’ che possiamo
divenire un regno solo sotto la tua divina maestà.
Ah! Quel Bambino mi guarda e mi dice
con un sospiro profondo: “Non vedi la gente del mondo?
Nessuno si vuole inchinare, sono un gregge di pecorelle
smarrite e abbandonate: perché o genti non mi pregate?”
Poi quel Bambino mi guarda e mi dice ancora:
“Ma se questo popolo mi pregherà
Io farò piovere la mia carità, ma se voi non
pregherete tutti quanti perirete; queste parole tenetele a
mente che non sono chiacchiere della gente”.
Ah! Popolo che finora mi avete ascoltato,
questo Bambino vuol essere pregato,
e se non pregheremo tutti quanti periremo.
Del sermone non ce n’è più, addio, addio, andiamo giù.
Dal libro “La Terra Benedetta di Scascoli” di V. Salomoni e R. Brasa, pag. 191