SERMONE DI NATALE

DETTATO DA MARIA SS. AD IOLANDA

Contemplando la nascita del divin Redentore
ci porteremo alla casetta di Nazaret,
dove vediamo mettersi in viaggio Maria e Giuseppe.
Essi sono felici e contenti, non guardano ai rupi sentieri
che devono percorrere, agli alti monti che devono valicare,
ma con l’occhio rivolto al cielo vanno pregando;
intanto la neve fiocca, il rigor del gelo si fa più intenso,
ma essi non lo sentono: vanno, vanno.
Sono due anime celesti che portano con loro
il tesoro dei tesori, il vero Figlio di Dio
Le ombre della notte cominciano a farsi vedere,
ma i due viaggiatori non si fermano, avanti vanno.

Dopo lungo cammino giungono alla grande città.
Giuseppe si affanna a cercare un po’ di ristoro,
ma invano; dice il padrone di casa:
“Troppo tardi, mi dispiace, ma non c’è più posto”.
Questa solita risposta riceve da tutta la città,
e giungono fuori di Betlemme senza trovare
ciò che avrebbero desiderato.
Li vediamo alzare gli occhi al Cielo e dire:
“Fiat voluntas tua Domine”, sia fatta la tua volontà, Signore”
e si dirigono fuori della città. Vedendo una capanna
entrano e si riposano un poco; il freddo si fa sentire
più forte, la neve continua a cadere e intanto si avvicina
l’ora più solenne: la mezzanotte.

Gesù era nato! Il Signore, che dall’alto vedeva ogni cosa,
mandò innumerevoli schiere di angeli ad adorarlo,
e ad annunziare alle genti la nascita del suo Figlio.
Così andarono essi ad annunziarlo
ai più ricchi personaggi di Betlemme, e ai pastori
sulle montagne, dove si erano recati col loro gregge.
Andate – gli dicono – è giunta l’ora più grande,
andate ad adorare il Figlio di Dio.
Essi andarono e lo adorarono. Ah! Felice notte,
oh! Dolce capanna! Tu non sei più una misera Capanna,
sei diventata un vero Paradiso. Ah! Gesù Bambino,
Tu vedi le nostre necessità, guarda le nostre miserie

e salvaci. Noi ti chiediamo una sola cosa: la pace
che a Betlemme promettesti agli uomini di buona volontà. 

Dal libro “La Terra Benedetta di Scascoli” di V. Salomoni e R. Brasa, pag.190

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