Sermone

I Sermoni dettati da Maria SS. alle Veggenti

(Luisa Collina e Marta Siri)

Marta         Come facevo io a sapere che c’era il Natale, la mia compagna mi à detto: se vieni anche te sorellina mia, in una capanna è nato un Re e così m’à detto: è nato, è nato il Messia. Io ti volevo domandare o cara compagna mia, come facevi a saperlo tu?

Luisa          Mi son sentita suonare lentamente una campana fra il cuore e la mente. Suonava, suonava, suonava. Ed io mi sono immaginata che doveva nascere un gentil pargoletto, siccome sono lontana non ò potuto arrivare il giorno di Natale, ma sono arrivata lo stesso, girando e rigirando non lo trovavo mai.

Marta         Ma non vedi? Non ti accontenti ancora? Non vedi che siamo già giunte alla capanna? Ringrazia sorella il Buon Gesù. Non vedi che per noi è morto crocifisso in mezzo a tanti stenti, perché non pensi o sorella di adorare il Buon Gesù.

Luisa          Io sarei curiosa di sapere, tutta questa gente cosa viene a fare, forse ad ascoltare i nostri pasticci che faremo, ma altrimenti farem ridere abbastanza, ma insomma ci dovranno perdonare, perché siamo ancor piccine, noi facciamo degl’errori nel parlare col Bambinello, lui ci perdona e anche la gente ci perdonerà.

Marta         Non pensare, o mia sorella, alla gente di quaggiù, ma pensa a quella culla così bella che c’è dentro il Buon Gesù. Tu per la strada mi eri tanto noiosa, volevo arrivare alla capanna di Gesù ed ora pensi alla gente di quaggiù?

Luisa          Ah! Sorellina mia, perdonami un pochino, siam tutti fratellini perché non dobbiam parlar? S’Egli è nato il Bambinello, perché non lo debbo dir?

Marta         Ma di certo, mia sorella, te lo credo, lo sapevi che siam tutti fratellini, noi presenti e il mondo inter. Però, sarebbe meglio parlare anche col Bambino, colla gente parliam sempre col Bambino quasi mai. Voltati bene o Luisa, non vedi, il Bambinello, aspetta le parole che escono dal nostro cuor.

Luisa          Ma non vedi, mia sorella sono pure sull’Altar, ad ascoltar la parola bella che a noi dice il Salvator.

Marta         Guarda, guarda quanta gente, che ci stanno ad ascoltar e col cuore e colla mente, il perdon da domandar. Mettiamoci pure inginocchiate, davanti a questa buona gente, diciamo perdono degl’errori.

Luisa          E diremo addio bimbo e direm popolo addio, più per il dolor mio, dover partir da te.

Marta         Piangiam pure, mia sorella, piangiam pure dal dolore, che abbiamo dal partire dalla culla del Signor.

Del sermon non ce n’è più, addio, addio, andiamo giù.

Dal I Registro di Stanzani Tonino, pag. 13 (inedito)

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