(scritta di suo pugno)
Cerco di descrivere quelle meravigliose giornate trascorse a casa mia con la cara Mariolina che il buon Dio e il caro San Pio ci hanno fatto incontrare. Ho avuto la grazia di conoscere Mariolina tramite il nostro lavoro (1 maggio 1988). Non mi ricordo le date (2 giugno 1989), e nemmeno ho preso degli appunti, perché c’era con Mariolina, sempre, qualcuno che registrava quello che diceva. Mi ricordo che dovevamo prendere il lavoro (grosso) della Noto, negli anni che sono stati messi i missili a Comiso. Io ero tornata da San Giovanni Rotondo, avevo portato un quadretto di Padre Pio e l’avevo appeso in cucina, perché fosse sempre presente. I miei fratelli e sorelle mi hanno chiesto se Padre Pio era un santo che faceva miracoli e ci siamo rivolti quindi a Padre Pio per poter firmare il contratto di lavoro. Sempre si rimandava, allora, mio fratello Bruno e gli altri fratelli, abbiamo pensato di offrire un viaggio, portando un pullman di persone senza farle pagare (gratis) da Padre Pio. Abbiamo pensato di partire tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno (1986), perché il 2 giugno era vacanza, poi c’era la domenica; mio fratello era impiegato in banca, quindi si doveva approfittare delle vacanze. Nel pullman c’erano persone di Marina di Ragusa, di S. Croce e anche di Vittoria. Io, i miei cari e tutto il resto delle persone che erano nel pullman non sapevamo che esistesse Mariolina, non la conoscevamo. Io, da Marina, telefonavo a mia sorella e le dicevo che dovevano fare la Via Crucis, non so nemmeno io il perché. Tutto il gruppo doveva andare a pranzo; mio fratello Bruno e le mie sorelle e mio cognato Raffaele, hanno insistito di rimanere ancora per vedere cosa c’era sulle scale: si sono sentiti attirati; un po’ di persone sono andate in albergo. C’era un gruppetto di persone sulle scale e hanno fatto segno al gruppo nostro di avvicinarsi, c’era Mariolina in estasi, con un cappellino bianco in testa; mio fratello Bruno e sua moglie hanno offerto l’acqua della borraccia, pensando che Mariolina stesse male. Mariolina ha avvicinato mio fratello e gli ha detto: Figlio mio, tu sei l’albero, questi sono i frutti. Si riferiva ai suoi figli, Antonio e Saveria. Tutto il gruppetto di Mariolina piangeva per la commozione perché il giorno prima lei (Mariolina) li aveva chiamati ed aveva voluto essere accompagnata a San Giovanni Rotondo, entro mezzogiorno, perché là c’era un gruppo di persone che lei doveva benedire e avevano fretta perché dovevano ripartire.