Dalla Testimonianza della signora Maria Tumino
Si è avvicinata alle persone e ha detto loro delle cose personali intime; c’era anche mia nipote Barbara, figlia di mia sorella; è rimasta stupita, perché sentivano tutto, ma le cose intime delle persone non le ricordavano, era come se una spugna cancellasse tutto. A un cugino nostro ha detto, con la voce di Padre Pio: Figlio mio, dopo venti anni, sei venuto ed era vero perché, mio cugino, voleva andare a San Giovanni Rotondo, ma non andava mai. Poi Mariolina ha detto: Padre Pio, siete contento, li ho benedetti e diciamo che ci ha legati con sincero affetto. Mariolina ha detto a Rina Duccirini di Forlì di dare a mio fratello Bruno la pagellina con la preghiera della Medaglia miracolosa dove c’era l’indirizzo della Parrocchia di S. Isaia. Poi il gruppo di Mariolina si è allontanato e il gruppo dei nostri è andato a pranzo dove c’erano gli altri del gruppo che li aspettavano. Quando li hanno visti arrivare, che piangevano per la commozione e hanno sentito quello che avevano vissuto, sono voluti andare anche loro, ma non hanno trovato più nessuno. Mentre Mariolina era in estasi aveva detto che la Madonna li voleva alla Terra Benedetta e voleva parlare a ognuno, il giorno 14 giugno prossimo. Certamente, con il lavoro e tutto il resto, non era facile ritornare. Mio fratello ha insistito e ha voluto comprare cinque biglietti per il treno, alla stazione di Ragusa. Così ha radunato cinque persone; eravamo: mio fratello Bruno, Maria Rosa Campo, Ciccio Massari (che è morto), la figlia del notaio Amendola Carmela ed io che stavo malissimo, ma sono voluta partire ugualmente.