dalla Testimonianza, della signora Maria Tumino, pubblicata nel libro di Lia Cardinale Storie dalla Terra Santa e Benedetta di Scascoli
Quando siamo arrivati, siamo andati in Chiesa, a Sant’Isaia. Il parroco di allora don Leandro Cesaro, ci ha chiesto se cercavamo Mariolina (noi non sapevamo nemmeno come si chiamava) e ha commentato che Mariolina era una trascinatrice di anime dandoci il suo numero di telefono. Era il giorno 13 giugno, festa di sant’Antonio e Mariolina era andata a messa, quindi non rispondeva al telefono. Abbiamo chiesto alla Sip a quale zona appartenesse il numero di telefono e ci siamo andati, ma tutto era chiuso. L’abbiamo incontrata che tornava dalla messa e teneva in mano cinque candele, quanti eravamo noi. Poi è tornata indietro e ci ha fatto vedere dove ci saremmo dovuti trovare il giorno dopo. Io pensavo che eravamo davanti a una persona molto diversa da noi ed eravamo non confessati. Mariolina mi ha guardato e mi ha detto: Ehi, tu, siamo tutti peccatori. Io sono rimasta sbalordita, leggeva nell’interno dei cuori! Il giorno dopo era il 14 giugno, ci siamo presentati dove ci aveva detto Mariolina – di fronte a Villa Serena – mi ricordo ancora. Eravamo veri e propri pellegrini, senza un mezzo di trasporto, senza niente da mangiare. Verso le ore 8/9 è arrivato un pullman di Treviso (non vorrei sbagliare), si è aperto lo sportello di dietro, si è affacciato uno dei pellegrini dicendo a voce alta che avevano cinque posti disponibili, proprio quanti eravamo noi. Mi ricordo che c’era Lilli la quale ci ha detto che Mariolina quando era in estasi aveva detto che la Madonna ci voleva alla Terra Benedetta e ci voleva parlare a uno a uno…