Col gruppo di Pina Coiaccetto, Maria, si recava in Terra Santa, solitamente alla domenica, ma le riunioni di preghiera avvenivano anche a Bologna, in casa di Pina, prima in Via Tanari, poi, nel 1944, a causa dei bombardamenti, in zona Casaglia, in Via Monte Albano 22, e, successivamente, in Via S. Giorgio.
A trasmettere i messaggi che le provenivano dal cielo, che invitavano, allora come oggi, alla preghiera, alla penitenza e ad un comportamento consono ai cristiani, ha iniziato dopo di Albertina Gherardi, ma già da prima aveva le visioni. Di carattere, era rigida, seria, precisa, dura. Dava poca confidenza, esigeva si camminasse dritto. Le donne dovevano avere il fazzoletto in testa, niente pantaloni e indossare vestiti lunghi. Specialmente nei tre giorni di festa solenne: il 19 luglio, il 10 settembre e il 19 ottobre camminavano a piedi nudi, per tutto il tragitto della Via Crucis e da lì per tutto il giro del boschetto.
Durante la Via Crucis andava in estasi e cadeva a terra. A lei la S. Vergine disse di acquistare la Statua della Madonna col Bambino (cui parteciparono anche: Celestino Tognetti, Richetta (Enrichetta Romagnoli), Mario Prata, Caselli Evaristo e che nella Terra Santa tutto sarebbe dovuto rimanere com’era.