(di Lia Cardinale)
È un pugno di ferro
che stringe il Mio petto
Mi scoppia il cuore
per il grande dolore
Me Lo hanno preso
Lo hanno catturato
colpevole L’han giudicato
contro di Lui si sono accaniti
Me Lo hanno picchiato
tutta la loro rabbia
tutto il loro odio
sul Mio Gesù hanno sfogato
Dolce Figlio adorato
Tu che sei il Re del Creato
sei stato crudelmente umiliato
Ti hanno deriso
Ed hanno sfigurato
il Tuo dolce, bel viso
bello più del Sole
buono più del pane
Ognun che T’assaliva
era ringhioso come un cane
non hai urlato
non Ti sei difeso
Mite Agnello, Redentore
verso il Padre
eri proteso
con la mente e con il cuore
Quella croce abbracciavi
al Tuo cuore la stringevi
il mistero si compiva
ed in croce Tu spiravi
Adorato Figlio Mio
il Cuore Tuo si è spezzato
parimenti con il Mio
che è stato stritolato
Volgo Io lo sguardo al Cielo
ed invoco il nostro Dio
Padre Tuo e Padre Mio:
Io rivoglio il Figlio Mio
Io son qui, aspetto e spero
me Lo ridai, Io lo credo
passeranno queste ore
e riavrò il Mio Signore!
