A pag. 117 del medesimo libro troviamo altri particolari della vita di Iole:
Iole, da piccola, con il suo papà, in groppa alla bicicletta di lui, andava al Casetto e vi era molto affezionata. Quando ebbe dieci anni circa, il babbo le comprò una bicicletta tutta sua e vi si recava con questa. Dopo la lite col padre, si era allontanata completamente. Durante un sogno si era sentita chiamare dalla Grandini che le diceva: Torna in Terra Santa; lo raccontò a suo marito, che le disse: E tu ci vai! Anche lui cominciò ad andarci e si è convertito.
È molto dolorosa la loro storia. Iole è rimasta vedova quando aveva cinquantacinque anni e il marito ne aveva cinquantotto, era un elettricista, collaudatore di ascensori: lavorava presso la Sabiem. È morto per enfisema polmonare; a detta dei dottori avrebbe potuto vivere ancora a lungo, ma, la pena per la malattia del figlio, lo stroncò anzitempo: l’anno successivo è morto anche il loro unico figlio di 37 anni, Claudio. Il ragazzo era stato destinato alla marina per l’alta statura, invece aveva preferito andare in polizia, aveva 18 anni, era sano, forte, bello. A vent’anni si trovava sul Lago di Como ed apparteneva al distretto di Milano. Era in servizio quando salvò due persone che stavano annegando nel lago, la notizia fu pubblicata. Lo avevano già destinato a Bologna quando iniziarono i disturbi che lo fecero soffrire fino alla morte.

Beata Vergine del Santo Rosario di Scascoli