Iole Tognetti

Iole aveva imparato in fabbrica a fare la magliaia e, dopo sposata, nel proprio garage, aveva aperto un laboratorio di maglieria: aveva due o tre lavoranti. È andata avanti fino a poco prima della morte del marito. Lei era stata operata di cataratte, rischiava che la propria vista peggiorasse, il marito e il figlio stavano male ed andavano continuamente accuditi, per cui chiusero il laboratorio, nel giro di un giorno. Il marito aveva telefonato agli incaricati di Padre Marella, che andarono a svuotare il garage dai macchinari e dai materiali di lavoro: lane e cotoni.

Dodici anni fa è stata operata d’urgenza per un tumore alla bocca, ha subito uno squarcio dalla mandibola in giù. Aveva una bella voce e cantava con ardore al Casetto, adesso non può più e fa fatica ad ingoiare il cibo.

Più avanti, nel medesimo libro, c’è il racconto di Iole del funerale del padre: così come era successo per la veggente Maria Grandini, mentre la bara veniva calata nella fossa, un numero enorme di uccellini formarono un cerchio, per diverse volte.

Di seguito, a pag.120: La morte di Celestino è stata veloce, quando ne parlano in casa, ricordando i fatti, riescono ancora a ridere: era andato a messa al mattino e ricevuto la santa comunione. Tornato a casa aveva fatto un’abbondante colazione e poi mangiato uva in grande quantità nel capanno dove, in inverno, la teneva nascosta, all’insaputa dei familiari. Subito dopo, essendosi sentito male, lo accompagnarono all’ospedale, vi giunse in coma e dopo poco morì. Bella morte, dice Iole, sazio, contento, in pace.

Il gruppo di Casalecchio, fra cui anche Iole, in preghiera
Iole mentre si prende cura delle piante sotto al tavolone esterno

Claudio Cerasi, figlio di Iole Tognetti, morto nel 1988

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