Carolina Vecchi

Siccome lei lavorava anche di domenica non poté recarsi con loro fino al mese di luglio, di quell’anno ormai lontano, in cui il Collegio chiudeva per la sosta estiva e lei era libera. Di Cesare, che guidava il pulmino, abbiamo già sentito parlare in altro capitolo, oggi è Carolina a raccontarmi di lui. Dice che, quando la prima volta andò a Scascoli con il gruppo, salendo sul pulmino lo vide e lo riconobbe. Era un signore della sua stessa parrocchia, San Giovanni Bosco di via S. Bartolomeo Maria Dal Monte, lo conosceva di vista, mentre conosceva bene sua figlia Bruna e glielo disse. Si trovò subito bene, a proprio agio con tutti.

Le donne si erano messe d’accordo e avevano sborsato il denaro occorrente per poter comprare il pulmino, Cesare lo guidava e le accompagnava ogni domenica. Il pulmino poteva trasportare una decina di persone. Purtroppo, da due anni, Cesare, paralizzato, è su una sedia a rotelle, la moglie è in carrozzina da ben quattordici anni. Un giorno, tornando da Scascoli, la trovò sul letto colpita da malattia.

Cesare ha la stessa età di Carolina, 78 anni; finché è stato in grado, le ha accompagnate: è un uomo fedele, molto religioso.

(Apriamo qui una parentesi: abbiamo già parlato di Cesare, deceduto nel settembre del 2013; quando il libro è stato scritto, lui era ancora in vita).

da destra: Iole, Carolina, Leonardo, Vincenzo, Maria e, seduta, Bruna, moglie di Vincenzo

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