Vincenzo è nato a Savignano Irpino il 12 aprile 1949, come si può notare: medesimo giorno e mese di suo fratello Carmine. È venuto a Bologna nel 1955, residente a Sasso Marconi, è artigiano. Insieme a Giovanni aveva un’officina dove lavoravano entrambi, Giovanni come tornitore, Vincenzo come fresatore. Sposato con la signora Bruna Bernardi da ventotto anni, nel corso del matrimonio hanno avuto cinque figli, tre maschi e due femmine. Nel 1980 fu invitato da una signora della sua parrocchia, Santa Lucia, ad andare, una domenica di maggio, con un certo signore che si chiamava Celestino Tognetti, che conosceva di vista, ad andare ad un santuario con lui e il suo gruppo. Vincenzo aderì volentieri. La domenica mattina partirono alle 6.30 dalla parrocchia. Andarono alla messa delle ore 7 all’Antoniano. Finita la celebrazione, partirono verso la montagna, facendo il giro di sopra, passando da Livergnano e Monte della Guarda; attraversarono un tratto di strada ghiaiata. Arrivarono al Casetto, erano circa le ore 9. Nel frattempo, erano giunte alcune signore che avevano preso la corriera fino a Livergnano e da lì erano scese a piedi, per raggiungere la Terra Santa. Aveva sentito parlare di un santuario, arrivato era un po’ perplesso, trovandosi davanti ad una nicchia di lamiera che proteggeva la statua della Madonna con il Bambino in braccio. Le persone erano una quindicina, la maggioranza erano anziani. La prima cosa che gli offrirono fu una tavoletta di legno su cui poggiare le ginocchia, durante la preghiera. Cominciarono le orazioni: rosari, preghiere varie, canti, Via Crucis, giro nel bosco, un po’ in ginocchio, un po’ in piedi. Avevano iniziato alle nove circa e finirono all’incirca verso le ore 13.30. Vincenzo rimase molto colpito dal loro modo di pregare, guardava il volto di quegli anziani e li vedeva diversi. Arrivato a casa, raccontò la nuova esperienza ai suoi familiari, che si entusiasmarono…

mentre si cala nel Santo Sepolcro per pulire, sistemare fiori e accendere ceri