Massimo Valdiserra

Solo una volta, durante la Via Crucis, giunti all’arco a fianco della chiesa dove recitavano le stazioni delle piaghe delle mani e dei piedi, arrivarono alcuni goccioloni, grossi ma radi, preavviso di un prossimo temporale. Massimo, scambiando sguardi con le donne, avvertiva che qualcuna voleva che lui facesse un salto a prendere gli ombrelli dal pulmino; altre invece facevano segno di no: era una benedizione dal cielo, dicevano. Ebbene, lui andò a prenderli ma, intanto, era tornato a splendere il sole.

Quando la terra era bagnata usavano una tavoletta di legno dove appoggiare le ginocchia, ma se si poteva, perché la terra era asciutta, preferivano poggiarle sulla nuda terra, che era meno dura! Erano costretti a stare fuori, perché la chiesetta era tenuta sempre chiusa. Il santo rosario veniva detto in latino, così pure le litanie, che venivano recitate tenendo tutti le braccia aperte, in segno di penitenza. Alla fine, le braccia risultavano molto affaticate. È lì che Massimo ha imparato le preghiere in latino. Canti su canti e infine verso le 12.15 terminavano e andavano al pulmino, per tornare alle loro case.

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