Sempre nel libro di Lia Cardinale “Storie dalla Terra Santa e Benedetta di Scascoli”, nel quaderno di Tonino Stanzani, a pag. 313, si parla di Francesco Cavulli, un fedele della T.S. che si recava spesso da padre Pio:
Il ferroviere Francesco Cavulli (n. 1.1.1898 – m.16.6.1967) era tra i frequentatori più assidui della Terra Santa. Era uno degli ambasciatori di Padre Pio per molte cose, soprattutto riguardanti lo spirito.
Il Padre correggeva, sistemava situazioni ingiuste, palesi o no, che erano agli altri vere sofferenze gravi od estreme iniquità; oppure aiutava a ritornare a Dio persone che altrimenti si sarebbero perdute non per la loro cattiveria, ma per semplice ignoranza: e anche poteva tenere contatti con la sorella monaca a Roma. Sorella che ora riposa nella tomba assieme ai genitori. Nel far questo Cavulli, talvolta, doveva affrontare circostanze pericolose, però sempre con ritorno, come attraversare un fiume a nuoto e col freddo, oltrepassare la frontiera dell’est, trovarsi nella condizione di non poter toccare cibo. Ci pensava il Padre a preparare il terreno nello spirito del recettore, perché accogliesse ciò che gli mandava a dire. L’opera benefica di Dio veniva completata da Cavulli, al quale è capitato, nonostante il buon fine, di ricevere percosse. Di ritorno da questi incarichi, anche gravosi, era sempre presente all’inizio delle preghiere dell’Apparizione. A seconda del tempo a disposizione, si riposava o no. Voleva essere puntuale.
Un giovedì, l’Apparizione volle che la veggente Iolanda scendesse nel bosco.
Intendeva consegnare alla Terra Santa i quattro luoghi che sono complemento dellamVia del Cielo: Santo Sepolcro, Ascensione, Cenacolo, Assunzione.
Mentre scendeva, un segno luminoso come stella sul luogo designato dalla Apparizione, piovevano sassi da ogni parte e non si sapeva da dove venissero.
Cavulli andò a lamentarsi da Padre Pio: Solo a me è capitata una sassata e il Padre:
Perché tu hai avuto paura. Il diavolo non li voleva questi segni.
Per quanto riguarda Cavulli, sappiamo anche che aveva portato, assieme a Celestino Tognetti, Evaristo Caselli e Mario Prata, la statua della Madonna, a spalla, da Livergnano al Casetto, lungo il ripido e malmesso sentiero.
Ci è anche stato riferito che aveva delle premonizioni e, quando queste si riferivano a conoscenti, si premurava di avvisare gli interessati anche di notte.
