Dal libro di Lia Cardinale: “Storie dalla Terra Santa di Scascoli” – Testimonianza di Ines Giovanelli
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Ed ecco che comincia a parlare di Pina (Coiaccetto); era sempre una lotta con il marito che non ne voleva sentir parlare di Scascoli. Era lungo il tragitto, lunghe le preghiere e la moglie rientrava tardi, si tornava che era quasi sera. Non poteva andarci tutte le domeniche.
Paolo disse: Lei ha l’ordine di venire qui e se lui non vuole, Gesù la prende con sé.
Il giorno che Pina è morta, erano andati al convento all’Osservanza per fare la Via Crucis: Pina, Paolo, Ines, Imelde.
Dopo decisero di andare a Scascoli ed anche Ines sarebbe voluta andare. Pina le disse che, se voleva andarci, rischiava di morire; era una propria scelta e responsabilità. Paolo, invece, disse a Pina:
Dille che torni indietro, quella ragazza non la vogliamo noi, mandala indietro, insistendo: Cosa viene a fare quella, lì? Non mi hanno voluta e mi hanno salvato la vita!
Paolo, veniva chiamato così ma, in realtà, si chiamava Aristide Pierpaoli. Aveva vent’anni, era stato seminarista e poi aveva voluto andare militare, era di Fano. Si trovava con Pina ed Imelde quando decisero di andare a Scascoli, sapendo quello che rischiavano. Con lo scoppio della bomba, Pina fu colpita gravemente e morì dopo alcuni giorni*, Imelde ebbe la gamba amputata e Paolo morì, sembra subito, nel fior degli anni. Imelde riuscì a chiamare aiuto e i contadini si rivolsero ai tedeschi, i quali
si prodigarono per prendere quei poveri resti e portarli in ospedale.
Albertina, saputo della disgrazia, accorse per soccorrerli e arrivò fin sul punto dove era scoppiata la mina, benché le urlassero di fermarsi, perché era troppo pericoloso.
Pina e Paolo riposano entrambi al cimitero della Certosa di Bologna, i genitori di Paolo lo hanno fatto seppellire qui.
*per la precisione, è deceduta il giorno dopo: 30 aprile 1945