L’Imelde sia per la stanchezza, per la febbre … si riaddormenta. Quando ha la febbre sente il bisogno di dormire, ma si sposta, si muove.
Ecco uno scoppio. Pezzi di carne cadono sul suo corpo. La Pina tutta la notte aveva sostato su una mina con me. Forse nel cambiare posizione si era appoggiata sulla spoletta. Un braccio non si troverà più.
Nella mattinata alcune persone vengono per sistemare cartelli di pericolo: campo minato. L’Imelde richiama la loro attenzione per un soccorso. Deve farlo il più possibile da sola perché il pericolo non permette loro di entrare.
Su una lunga asse che le hanno passato, riesce anche con il loro aiuto a lentamente trascinarsi verso la salvezza, fuori da quel luogo di morte.
Il sostegno della terra, il peso del corpo distribuito sull’asse alleggeriscono la singola pressione sulle spolette. Trentatré sono le mine tolte che facevano da sostegno al suo passaggio. Con una barella tedesca lasciata nella casa viene trasportata sulla strada. Un camioncino di passaggio la porta a Bologna. L’Ospedale militare rifiuta il ricovero.
Viene accettata al S. Luigi.