Da “Storie dalla Terra Santa di Scascoli” di Lia Cardinale – Testimonianza di Maria Calzoni – pag. 128
(Maria), quando ha iniziato ad andare a pregare a Scascoli, era una ragazzina di 14 anni, a portarcela era stata Imelde, donna di cui abbiamo già parlato nel capitolo riservato a Iole. Entrambe lavoravano in un laboratorio che produceva biancheria intima, erano pertanto amiche, benché Imelde fosse più avanti nell’età, di circa una decina d’anni.
Imelde, ospitandola anche a casa sua a dormire, la portava a Scascoli e lei ne era molto contenta. Dopo sposata, però, non aveva più potuto andarci: la famiglia del marito era contraria; un cugino del suo sposo, era un sacerdote, don Adolfo Lodi, in quel periodo parroco a Barbarolo e spesso diceva: Non andateci, non c’è niente di vero in quello che dicono! Questo era, ovviamente, un altro freno al suo desiderio.
Dopo alcuni anni, nel 1963, lasciandola vedova con due bambini da crescere, il marito morì. Imelde la incontrò vestita di nero e pensava fosse morta la suocera; quando seppe che era mancato il marito, cominciò a cercarla di nuovo e lei fu ben felice di tornare a pregare a Scascoli: da allora non ha più smesso. La suocera brontolava perché le affidava i bambini, ma Imelde la rassicurava: Stai tranquilla, ci pensa la Madonna a custodirteli, convincendola. I figli sono cresciuti e non vogliono sentir parlare di andare a Scascoli, invitano, però, la mamma a continuare, finché la salute glielo consente, vista la pace, gioia e serenità di cui è piena al rientro a casa.
E Maria Calzoni, oggi novantacinquenne, ha continuato ad andarci fino a poco tempo fa; solo ultimamente ha dovuto rinunciare.
Imelde, dapprima ha abitato, con Ines Giovanelli, altra storica fedele della T.S di Scascoli, a Bologna, in via S. Giorgio 8, dove riuniva anche un gruppo di preghiera. Successivamente, andò, prima in via dal Lino, poi in via Mirasole ./.