Da “Storie dalla Terra Santa e Benedetta di Scascoli” – Testimonianza di Ines Giovanelli e Maria Calzoni – pag.49
Da via del Lino, dove si erano trasferite, Imelde si spostò in via Mirasole. Come sappiamo, la donna aveva una gamba artificiale; era diventato per lei insostenibile dover fare, ogni volta, settanta gradini per arrivare a casa. Ines fa una battuta che mi fa ridere di cuore: la loro abitazione di via San Giorgio era diventata un Refugium peccatorum: tutti quelli che, bisognosi, si presentavano davanti alla generosa Imelde trovavano accoglienza. Ogni rosa ha le sue spine, anche dolorose: Ines, talvolta, ci ha litigato; una volta le fece una cioccata perché aveva accolto una donna che non conoscevano e, siccome il suo letto era a due reti (lo aveva voluto per poter avere un posto da dormire qualora fossero arrivati i suoi parenti), gliel’aveva messa accanto.
Ines si arrabbiò perché quella persona poteva anche avere malattie … Quando poi andava dal padrone di casa per pagare l’affitto, quello brontolava: Quella casa è un albergo, un albergo!