Riguardo ancora ad Imelde, sempre nel II Libro di Storia di Stanzani Tonino, troviamo,a pag. 30:
Pag. 30
Anologia? di Albertina Rondelli, vedova Merighi, nata 4.5.1916, morta 18.8.1991
Donna di grande fede, di grande amore, pronta al sacrificio. Un matrimonio per niente tranquillo. Il marito la tradiva, fino al punto di essersi ammalato di malattie veneree. Fu allora che divisero i letti, ma lei, nonostante tutto, l’ha assistito con tanto amore fino alla morte. L’Albertina lavorava con un Cavaliere anziano, solo che alla sua morte lasciò l’appartamento ove risiedeva. L’Albertina aveva un nipote senza casa, fu alloggiato con la famiglia in casa con lei, di cui lui diventò il proprietario. Questo nipote è ateo, non credente, così la famiglia. L’Albertina è sempre stata preoccupata per questo fatto, pregava molto per la conversione. Questo nipote l’ha assistita fino all’ultimo, portandola dove desiderava, specialmente alla S. Messa. L’Imelde Faggiolini, un giorno, andando a fa visita all’Albertina, che già stava male, scorse che la figlia del nipote stava leggendo un libro dove narrava la vita di un Santo. Forse le invocazioni dell’Albertina, tanto devota della Madonna, stava dando i primi frutti. La Terra Santa e il suo gruppo che da tantissimi anni, tutte le domeniche, era sempre presente. Donna di poche parole, ma di tanta fede. Pronta al sacrificio, tante volte arrivava scalza, per offrire secondo i desideri di Gesù e Maria. L’Albertina fu invitata in Terra Santa da una sua vicina di casa, che si chiamava Linda. Fu allora che si recò in Terra Santa per non lasciarla mai più. Nel 1942 lavoravano, assieme all’Albertina, Maria Molinari, Maria Grandini, Imelde Faggiolini, lavoravano tutte alla dipendenza dello stesso padrone. Tutte le domeniche partivano assieme da Bologna per la Terra Santa, arrivando a Livergnano con la Sita, allora pulman di linea, poi giù a piedi, tre ore di permanenza ed il ritorno.