Dal libro “Storie dalla Terra Santa e Benedetta di Scascoli” di Lia Cardinale -Testimonianza di Remo Arbati – Pag. 115
Remo ricorda benissimo quei gruppi di persone che arrivavano al mattino presto, verso le ore 8.00, con la corriera. Erano immancabili! Ogni settimana, scesi dal pullman, si inoltravano giù per il sentiero.
Ricorda particolarmente Imelde (gli sfuggiva il nome ormai, essendo passati tanti anni), soprattutto perché la donna aveva una gamba di legno (sappiamo che la perse per lo scoppio di una mina, proprio durante una visita al luogo). Mi dice che la donna andava giù veloce come un treno, nonostante la sua menomazione, mentre, al ritorno, faceva molta più fatica. A Remo sono rimasti impressi perché, quasi sempre, li aiutava, specialmente le donne (Imelde ancor più di tutti). Portavano con sé delle borse, delle valigie, dove mettevano anche il cibo, visto che vi rimanevano dal mattino fino al tardo pomeriggio. Egli, che era un ragazzino, riceveva qualche lira in cambio del servizio ed inoltre ci guadagnava anche qualche panino. Rimaneva con loro fino alla fine e osservava quanto facevano. Mi dice che pregavano sempre, spostandosi continuamente (immagino che si riferisca a quando facevano la Via Crucis e il giro del boschetto).