Sermone dettato da Maria Santissima

Veggente Iolanda Collina

Ricopiato nel 1989 S.T.

Sermone

Contemplando la nascita del divin Redentore ci porteremo alla casetta di Nazaret dove vediamo mettersi in viaggio Maria e Giuseppe. Essi sono felici e contenti, non guardano ai rupi sentieri che devono percorrere, agli alti monti che devono valicare, ma coll’occhio rivolto al cielo vanno pregando, intanto la neve fiocca, il rigor del gelo si fa più intenso, ma essi non lo sentono vanno e vanno. Sono due anime Celesti che portano con loro il tesoro dei tesori, il vero Figlio di Dio. Le ombre della notte cominciano a farsi vedere ma i due viaggiatori non si fermano, avanti vanno. Dopo lungo cammino giungono alla grande città. Giuseppe si affanna a cercare un po’ di ristoro ma invano dice il padrone di casa: Troppo tardi, mi dispiace, ma non c’è più posto. Questa solita risposta riceve da tutta la città, e giungono fuori di Betlemme senza trovare ciò che avrebbero desiderato. Li vediamo alzare gli occhi al cielo e dire: Fiat voluntas Tua Domine, sia fatta o Signore la tua volontà e si dirigono fuori della città. Vedendo una capanna vi entrano e si riposano un poco, il freddo si fa sentire più forte, la neve continua a cadere, intanto s’avvicina l’ora più solenne, la mezzanotte. Gesù era nato. Il Signore che dall’alto vedeva ogni cosa, mandò innumerevoli schiere di angeli ad adorarlo e ad annunziare alle genti la nascita del suo Figlio. Non andarono essi ad annunziarlo ai più ricchi personaggi di Betlemme, ma ai pastori sulle montagne, si erano recati col loro gregge. Andate gli dicono è giunta l’ora più grande, andate ad adorare il Figlio di Dio. Essi andarono e lo adorarono. Ah! Felice notte, oh! Dolce Capanna! Tu non sei più una misera Capanna, sei diventata un vero Paradiso. Ah! Gesù Bambino, Tu vedi le nostre necessità, guarda alle nostre miserie e salvaci. Noi ti chiediamo una sola cosa la pace che a Betlemme promettesti agli uomini di buona volontà. 

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