9.8.1991
Io, Tonino e Luciana, siamo andati a far visita a suor Eugenia: purtroppo l’abbiamo trovata molto sofferente, la sua voce si era affievolita, a fatica mi chiedeva come andavano le cose in Terra Santa.
Io cercavo di essere molto riassuntivo, ma lei mi ha preso per una mano e mi dice di essere più preciso nelle cose.
Prima cosa le dissi che tutto procedeva bene. Che di nuovo c’era, che in questi giorni nella vigna c’è una perforatrice per cercare le falde dell’acqua, che secondo l’ingegner Soffritti ci dovrebbero esser in abbondanza.
Le dissi che due falde le avevano trovate, che lavoravano per la terza. Suor Eugenia di tutto questo lavorìo non ha dato l’impressione di essere fiera di quello che succedeva, ma piuttosto di essere scansa. Mi diede ordini: cioè di tenere l’ordine, che non venga profanato il luogo Santo, di tenerlo con decoro.
Mi disse di andare dal Geometra Pirazzoli, che desistesse dalle ricerche nei confronti della Iolanda. Nonostante le nostre invocazioni, che si riposasse ma lei proseguiva con la sua mano stretta alla mia.
Proseguendo si raccomandò a quelli che avevano ricevuto grazie di dare testimonianza anche con documenti.
Poi disse: State forti perché molte prove verranno. Non temete che la Madonna il Miracolo lo fa.
Nella sua camera sopra al comò c’era una piccola ventolina che faceva un po’ di aria (era tanto caldo), ma lei disse di spegnerla; risposi ma perché spegnerla. Risposta: Perché devo soffrire di più.
Mi sollecitò a portargli V., beneficiaria di una clamorosa grazia ricevuta. Ma purtroppo non è andata così. Io pensavo di prenderla la prossima volta, anche perché in quei giorni era assente, il 12.8.91 suor Eugenia ci lasciò.
Certamente non si pensava che fosse una cosa di pochi giorni. Il congedo da lei avvenne molto commovente, non ci voleva lasciare, ci baciò tutti e due con la parola Addio.