Dal libro di Lia Cardinale: “Storie dalla Terra Santa e Benedetta di Scascoli” – Quaderno di Tonino Stanzani
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2a domenica di Pasqua, 14 aprile 1985, ore 15 e qualcosa. Da poco arrivato, sto completando il 2° Gaudioso, seduto di fronte al Capannino. Arriva e si ferma di fretta un camioncino. Avanza un uomo sulla trentina, baffetti neri. Agisce come fosse la prima volta e aspetta la mia iniziativa. Attaccato il bottone, tutto il gruppo rompe la sosta della distanza e due giovani donne si presentano come erboriste, quasi sapessero che io sono. Aspettano spiegazioni sul luogo. L’inizio, procedo ma a un dato momento interrompe una ragazza: Al Sepolcro non è facile fermarsi, dà fastidio. Nella parte del Cenacolo ci sono forze negative, per cui non è bene andarci. Se debbo passarci vicino da sola giro alla larga. E poi si vede sfilare una processione che cantando va dal Cenacolo all’Assunzione. Ma allora, penso, erano pratici del posto, e come … anche dei luoghi che non avevo ancora nominato. Saranno quelli della domenica. No, quelli mi tengono compagnia. La processione si effettua durante la settimana?? Sono forze negative da evitare e fuggire. E stanno come aspettando la mia reazione alle forze negative che vi si sprigionano e recano disgrazie. Mi guardano e rimangono ancora lì come per sapere della mia presenza. Uno che viene aiutato a ritornare a piedi da prigioniero dei Russi e riesce a passare l’unico ponte sull’Elba senza essere fermato, non può non essere riconoscente dell’aiuto avuto. E il giovane: Sì, perché pochi sono i ritornati. E io vengo qui in segno di riconoscenza. E lui conclude: Continui pure il suo rosario, come a darmi il suo beneplacito a un disturbo recato loro. Tutte le sei persone in pochi secondi arrivano alla casa Villanova a metà costa. Casa acquistata all’asta da un dottore, che nella zona è chiamato il mago.