Successe che la Chiesa fu spogliata da vandali delle cose più care. Demolirono in parte l’altare dove erano custoditi i calici con le ostie consacrate. Io le proposi di ricostruire la parte posteriore demolita e studiando un sistema per cui se dovesse ricapitare non fosse profanato il Santissimo. Il progetto fu approvato dalle parti più interessate e il lavoro fu compiuto. Fatto il lavoro, mi chiese cosa dovevo. Gli consegnai una busta chiusa dove dentro c’era scritto il mio desiderio di offrire tutto in riparazione di ciò che era stato orribilmente compiuto.
Ritornando al discorso della mia visita, sosteneva di aver qualche cosa dentro di sé che lo spingeva a voler sapere qualche cosa dell’Apparizione. Io le spiegai tante cose di cui la Beata Vergine aveva dettato e mi è apparso molto attento e bramoso di sapere. Tant’è che mi chiese come mai la Curia, di fronte a tante cose concrete, si è affrettata a proibire. Io le risposi che le circostanze di quei tempi erano molteplici, fra le quali, tanto per citarne qualcuna, i preti viciniori erano gelosi che a Scascoli ci fosse tale evento. Forse la paura di perdere le adesioni dei fedeli ai loro Santuari. Come Monte delle formiche, Campeggio, Boccadirio, ecc …
segue ./.