(dettato da Maria SS. a Iolanda Collina)
Maria sul Calvario,
sul monte del dolore
sentì passarle in cuore
la spada del dolor.
Allorché il Figlio seppe
già condannato a morte,
andò gridando forte:
“Il Figlio mio dov’è?”
Ed ecco ben lontano
Lo scorge, finalmente,
tra sconosciuta gente
senz’ombra di pietà.
Quando gli fu vicino,
fra tante pene amare,
voleva pur parlare
al Figlio suo Gesù.
Parlare non poteva,
ma ben le parla il cuore:
“Oh, dimmi, o mio Signore,
ma chi Ti condannò?”
“Su, dimmi, o mio Figliuolo,
ma chi Ti ha flagellato,
fra pene sì spietate
chi mai qua Ti portò?”
Il Figlio le risponde
nell’intimo del cuore:
“O Madre, fu l’amore
che qua mi trascinò”.
Parve la Madre afflitta
riceverne un conforto,
ma ohimè quel Figlio morto
le si stampava in cuor.
Vedeva in ciel la croce,
i chiodi ed il martello:
“Oh, chi sarà mai quello
che andrà a morir lassù?”
Una celeste voce
le parla in fondo al cuore:
“Oh, Donna, il tuo Signore
andrà a morir lassù”.
“Oh, voi, barbara gente,
crudele e senza cuore,
vorrete il mio Signore
farlo morir lassù?”
Maria più non sente
dei barbari le voci,
ma guarda che tre croci
s’innalzano lassù.
Esclama: “Oh, Padre, oh Padre,
Vi offro il mio Figliuolo,
Vi offro pure il duolo
che mi trafigge il cuor”.
Ai piedi della croce,
arriva finalmente,
ed ecco ch’Essa sente
la voce di Gesù.
Alzando il dolce sguardo
Lo vede agonizzare,
vorrebbe pur parlare,
ma forza non trovò.
Ed ecco il Figlio morto
or lo contempla appieno:
“Lasciate, adesso almeno,
che me lo stringa al sen”.
E quando nelle braccia
sostiene il morto Figlio,
esclama: “O mio bel giglio
chi ti trattò così?”
Ritorna dal Sepolcro
guardando quella croce,
risente ancor la voce:
“il Figlio tuo morì …”
Rinnova ancor l’offerta
la Madre tanto afflitta,
si sente ancor trafitta
nell’anima e nel cuor.
Se voi bramate pace
in ogni gran dolore,
pensate che quel cuore
per voi tanto soffrì.
Oggi, Mercoledì delle Ceneri, inizia la Quaresima. Dai documenti in nostro possesso, siamo invitati a recitare, quotidianamente, questo Inno.
