BEATA VERGINE DEL S. ROSARIO
DELLA TERRA SANTA E BENEDETTA DI SCASCOLI
“L’arma dell’uomo non è la spada, né il fucile, ma la corona del S. Rosario”
Questo luogo, prediletto da Maria SS., chiamato anche “Casetto” (ove, come da Lei stessa affermato, vi sarà il trionfo del suo Cuore Immacolato), oggi proprietà dell’Arcidiocesi di Bologna, situato in una conca tra le colline dell’Appennino bolognese, dalla Madonna stessa, visibilmente visitato per tanti anni (ma ancora oggi si percepisce la sua presenza e c’è anche chi La vede o La sente) e sempre, a tuttora, mantenuto con decoro dai fedeli devoti, conserva: il tavolo (recentemente risistemato) dove venivano fatte salire le veggenti per rendersi visibili ai presenti (in certi periodi, accorsi anche a migliaia), un piccolo altare in cemento (trasportato a pezzi, sulle spalle, per chilometri, attraverso un ripido sentiero), una casetta di legno (a copertura di una precedente, in lamiera) contenente una bella statua della Madonna col Bambino (ivi trasportata a braccia nel 1939 e da poco restaurata), davanti alla quale, mai sono mancati e mancano, così come richiesto dalla stessa Vergine Santa, fiori e candele. Tale statua, per desiderio di Maria SS., dovrà rimanere nel sito attuale sino a che non vi sarà il Santuario. Nel tempo, non è mancato chi avrebbe voluto destinarla altrove, ma non vi è riuscito. Un esempio: il parroco di un comune vicino, contrario a quanto si raccontava lì avvenisse, un giorno mandò al Casetto un contadino, col suo toro, perché buttasse giù la capannina. Accadde un fatto straordinario: il toro, davanti alla statua della Madonna, si inginocchiò e chinò la testa, poi, rialzatosi, tornò verso casa senza arrecare alcun danno.
Nel luogo santo, sono anche presenti: una croce lignea con l’immagine dell’Addolorata, un’altra con l’effige di Gesù e, nel perimetro di un appezzamento triangolare di terra, che delimita il luogo santo, le stazioni in legno della Via Crucis, delle Sante Piaghe e della Via Gloriosa. A breve distanza, è stata edificata una chiesetta che contiene una deliziosa statuina della Madonna col Bambino in braccio. In un boschetto sottostante, sono state erette, dietro indicazione di Maria SS., stazioni a ricordo dei luoghi della Terra Santa di Gerusalemme: Santo Sepolcro (simile a quello originale), Ascensione, Addolorata, Cenacolo, Assunzione. A chi, con fede, visiterà questi luoghi, la Madonna ha promesso la vita eterna. Poco distante, è stata rinvenuta, anch’essa indicata dalla Vergine, una fonte d’acqua con proprietà salutari (si conoscono diverse guarigioni, sia fisiche che spirituali, avvenute tramite il suo uso).
Apparizioni
20 agosto 1934 – lunedì. È sera. Una bella Signora, vestita di bianco e alquanto luminosa, passa davanti alla casa colonica sita nel fondo denominato “Casetto”. La bimba Ferdinanda (Fernanda) Grillini, di Giuseppe, dopo averne assistito al passaggio, la osserva nel suo andare verso una vigna posta più giù e che si distende verso il rio. Quello della Signora sembra, oltre che una visita, piuttosto un sopralluogo compiuto direttamente per una presa di possesso.
10 settembre 1934 – lunedì – Festa di S. Maria della Vita. Venti giorni dopo la prima visita, si presenta ad altra bimba: Evelina Grillini, di Isaia, detto Lisein. La mattina è andata a scuola, il pomeriggio, da “La Valle” di Scascoli, dove abita, si reca al Casetto dagli zii. E lo zio Giuseppe, padre della Fernanda, la manda a sorvegliare la vigna, perché non vi entri nessuno. L’uva è già buona da mangiare. E la vigna era stata altre volte alleggerita dei suoi grappoli maturi da persone estranee alla proprietà. Ad un tratto, è ancora pieno giorno, l’Evelina vede tra i filari una donna a lei sconosciuta e subito la invita ad allontanarsene. – Andate via … l’uva non è vostra!!!!! Nonostante l’invito, la Signora rimane. – Se non ve ne andate vado a chiamare lo zio che verrà con lo schioppo. Andate via! – Ma la Signora, sorridendo, si dirige verso di lei e le dice: Qui voglio una chiesa. Vi dirò sotto quale titolo voglio qui essere onorata e venerata – La bimba, confusa, non replica. Fissa un momento la Signora e poi si affretta verso casa per informare la famiglia dell’accaduto e per chiedere aiuto verso quella Signora, che però nell’animo suo di bimba capisce non essere cattiva. Lo zio le viene in aiuto imbracciando un fucile. La piccina indica un punto nella vigna e dice: È quella donna là che non vuole andare via. L’uomo non vede nessuno. Ma la bimba, che continua a vedere la Signora, alzando la voce: È là, vicino a quell’olmo, non vedete come è bella?! È vestita di bianco e ha sulla fronte una striscia d’oro. Il colono, pur tra le insistenze della bambina che segna il punto dove Ella si trova, ripete che non vede nessuna persona e ritorna sui suoi passi seguito dalla piccina. – Si è presa gioco di me? Vedeva veramente qualcosa o si è creata un fantasma impossibile? Ma intanto Evelina, voltandosi indietro, di quando in quando, andava esclamando: Ah! Come è bella, come è bella!
19 ottobre 1934 – venerdì – Il miracolo dell’apparizione si ripete. Un bimbo, Marino, e una bimba, Evelina, comunicano la visione ai presenti commossi. La B. Vergine, in quel luogo, vuole essere onorata e invocata sotto il titolo di “Madonna del Santo Rosario”.
La notizia delle apparizioni si sparse in beve tempo e fu un accorrere di uomini, donne, fanciulle; i più scettici, i parroci delle zone viciniori (tranne quello di Scascoli, don Angelo Gallo Galli), probabilmente per timore che i parrocchiani disertassero le proprie parrocchie, vietarono alla gente di andarci e la Curia Arcivescovile di Bologna ne proibì l’accesso nell’ottobre del 1935 (reiterato nel 1984 da mons. Zarri e nel 2012 da mons. Silvagni).
Ma il popolo di Dio, nonostante tante difficoltà e pur dovendo percorrere chilometri e chilometri a piedi, continuò ad andare in questa Terra Santa e Benedetta a pregare, anche di notte e le apparizioni proseguirono: dapprima, a fanciulli, poi, dal gennaio 1935, anche ad adulti. Tanti sono stati i veggenti, sia in questo luogo santo, sia, soprattutto in tempo di guerra, in case private, dove vennero costituiti Cenacoli di preghiera (tutto quello che accadeva e i messaggi ricevuti venivano riportati in quaderni. Ad esempio, in uno di essi, vi è riportata la profezia che un bimbo, Giancarlo Michelini, sarebbe diventato missionario; effettivamente, egli è diventato padre camilliano e dal 1964 risiede a Taiwan – ex Formosa). C’è stato anche chi ha visto, nel luogo santo, Padre Pio, venuto, in bilocazione, a benedire la Terra. Proprio in Terra Santa, Giuseppina (Pina) Coiaccetto (altra veggente), morì (il 30.4.1945), per lo scoppio di una bomba, essendosi offerta vittima per la salvezza di Bologna. Nel medesimo frangente, Imelde Faggiolini perse una gamba ed in seguito, pur con un arto di legno, continuò a recarsi al Casetto percorrendo il ripido sentiero che vi giunge da Livergnano.
Molte volte, la Madonna appariva con Angeli, Arcangeli, Santi, defunti (ad implorare, con permesso divino, suffragi) e tante altre appariva Gesù, per offrire moniti e insegnamenti. Spesso, si presentava anche il nemico perché, si sa, dove appare la Vergine Santa, satana vuole disturbare. Per evitare la confusione, la Madonna disse: Io sono vestita di bianco, il manto celeste e la cintura azzurra; la metà dei piedi è scoperta e si contano bene le dita; al braccio destro ho il Bambino vestito tutto di bianco con sette stelle attorno al capo e io ne ho dodici, mentre il demonio ne ha tredici. Nella mano sinistra ho la corona bianca e il libro nero con sette angeli attorno vestiti di bianco con l’aureola senza le stelle, dei quali, uno sopra il capo, due che tengono sollevata l’aureola e gli altri quattro stanno a mani giunte.
Dall’Ascensione del 1935 la veggente principale fu Iolanda Collina, allora decenne; ella divenne la scrivana di Maria SS.: scriveva su un foglio quello che le appariva in cielo, prima scritto come sopra una lavagna, poi, riga per riga; la riga letta e scritta spariva e veniva sostituita da un’altra. Quando i messaggi, le profezie e le istruzioni non venivano scritti direttamente dalla veggente, erano stenografati da Ada Strocchi di Bologna. Costei, si occupava anche di preparare i vestiti-divise (tuttora esistenti) che, dietro indicazione di Maria SS., avrebbero dovuto indossare le veggenti nel luogo santo.
La Madonna, alla Iolanda, donò, usando, per lo più, per facilitarne l’apprendimento e il ricordo, la poesia e la rima: Rosari meditati, Via Crucis meditate, preghiere, inni, canti, sermoni, insegnamenti catechistici. Designò anche dove (nel boschetto suindicato) e come ricostruire i luoghi che ricordano la Terra Santa a Gerusalemme, con relative preghiere ed inni. Diede poi l’indicazione di realizzare uno Stendardo (ancora esistente) da usarsi nelle funzioni mattutine delle principali ricorrenze da Lei volute: 19 luglio: stendardo, 10 settembre: prima apparizione, 19 ottobre: manifestazione come Madonna del Rosario. La quarta ricorrenza sarà quella della data in cui avverrà un grande miracolo che farà sì che la Chiesa dovrà riconoscere tali apparizioni e nel luogo santo perverranno genti da ogni parte del mondo, compresi cardinali, vescovi, sacerdoti, autorità. Dopo il miracolo (preceduto da un brutto castigo), sarà eretto un grande santuario (del quale Iolanda ha avuto il disegno, ancora conservato) che sarà intitolato a Maria Vergine del Santo Rosario e porterà, all’ingresso, la scritta: Santuario delle Grazie, Richiamo delle genti, Conversione dei peccatori. Sorgerà anche un convento delle Sette Spade e una strada coi portici fino a Scascoli.
Iolanda ebbe le apparizioni sino ai primi di ottobre del 1941, allorché, su invito di Maria SS., si ritirò, assieme alla sorella Luisa (più piccola di lei di quattro anni – anch’essa veggente) nel convento delle Minime dell’Addolorata a Le Budrie di San Giovanni in Persiceto (Bo), dove morì, dopo indicibili sofferenze, eroicamente offerte, l’1 aprile 1947, all’età di 23 anni come la santa fondatrice dell’Ordine, Clelia Barbieri.
Perché la Vergine SS. si è degnata di venire in questa valle? Lei stessa lo ha detto: Perché ho visto la necessità dei miei figli in terra, perché tutti si perdevano di fede e per avvisarvi che siete vicini a dei grandi divini flagelli. (La zona bolognese, notoriamente “rossa”, non può certo dirsi virtuosa, ma, sempre a detta di Maria SS., diverrà “bianca”). Ha perciò richiamato la necessità di convertirsi, pregare, soffrire, riparare e fare penitenza (anche recandosi in quel luogo più spesso possibile – inizialmente, anche tutti i giorni, in seguito, quattro volte alla settimana e, dal 1938, al giovedì ed alla domenica). Se non venite spesso e non pregate, ci sarà un castigo che durerà sette anni, come i miei dolori. Siate devoti ai miei dolori se volete grazie – Pregate, ubbidite, vigilate –
Nel contempo, quale tenera Madre, ha voluto fare dono di un’oasi di pace e di ristoro (effettivamente si percepisce un’aria di Paradiso), ove ha assicurato la sua costante presenza. Tante sono le promesse per i veri fedeli di questa Terra Santa: Sopportate, soffrite, che un giorno verranno tutti pentiti; i fedeli piangeranno dalla contentezza e gli scredenti piangeranno dall’amarezza – La fatica che fate a venire qui vi sconta dei giorni in Purgatorio – Sono venuta per sollevarvi dalla terra; vi ho visti coperti di dolore, vi porto la gioia; vi ho visti coperti dal peccato, vi porto la grazia; vi ho visti privi della parola di Gesù, ve la porto; vi ho visti nell’infedeltà, vi ammaestro in tante cose che non sapete, come il divin Redentore quando le insegnava ai suoi apostoli – Sono venuta per liberarvi dai flagelli che invaderanno tutto il mondo e per prepararvi a un’Era nuova – E Gesù: In questa Terra Santa, tre volte santa, per mezzo di mia Madre, vi ho aperto una via di santità, la via del Paradiso, seguitela con la vostra Croce – Quanti miracoli farò, quante anime verranno convertite! Grande sarà la gioia dei pochi fedeli che avranno lottato e combattuto, allora mi compiacerò di fare il grande miracolo! Pregate e venite qui spesso; offritevi a Gesù e a Maria SS., a loro maggior gloria – In questa Terra Santa verrà la Resurrezione; quando sarete in pieno flagello e satana e i nemici la vorrebbero calpestata, trionferete – Predicate la mia dottrina, la via della verità, senza timore, immolandovi alla volontà e ai disegni di Dio – Ogni anno passato in questo luogo santo ne sconta trentatrè di Purgatorio – I veri fedeli di questa Terra Santa saranno liberi dal grande flagello e verranno chiamati “eletti del Cielo” –
Quante grazie, guarigioni e avvenimenti sorprendenti si sono verificati negli anni! Degli innumerevoli fatti accaduti, molto è stato scritto; tanti documenti sono andati smarriti; tanti altri, rinvenuti (ma chissà quanti ancora esistono), sono stati trascritti nel libro “La Terra Benedetta di Scascoli”. Altri documenti, assieme a testimonianze raccolte dal vivo, sono stati riportati nei libri: “Storie dalla Terra Santa di Scascoli” e “Storie dalla Terra Santa e Benedetta di Scascoli” di Lia Cardinale, la quale, ogni giovedì e domenica, si reca, con altre persone, a pregare al Casetto. A Lia, sono anche stati dati in consegna, da fedeli “storici”, un Crocifisso e un Gesù Bambino in terracotta, che dovranno essere collocati nel Santuario che sorgerà.
Altri gruppi di preghiera e tanti singoli fedeli raggiungono il Casetto; attualmente, la Curia bolognese, pur non riconoscendo le apparizioni, consente, anzi auspica (così come ribadito dal compianto card. Caffarra) che questo sia un luogo di preghiera e fede viva.