Non poche volte Tonino ha piantato nelle mani della veggente degli aghi da cucito per dimostrare ai convenuti che la veggente durante l’estasi non percepiva il dolore.
Se non era particolarmente sofferente, la veggente, stava in una poltroncina e quelli che volevano scrivere quanto lei diceva appoggiavano i quaderni sul letto. Una volta Orsolina scrisse ben 80 facciate di quanto Olinda dettava; il braccio le faceva male, allora per non perdere il filo, puntò il gomito sul letto e muoveva solo la mano. All’improvviso, sentì la mano della veggente sul braccio e ricominciò a scrivere, senza più il dolore, che era immediatamente scomparso.

nella sua abitazione
in Via Remorsella