Tonino è nato il 5 maggio del 1928 a Scanello di Loiano. Un po’ di tempo prima sua madre, incinta, un pomeriggio scivolò e ruzzolò giù per le scale. Fu una brutta caduta, spaventata andò davanti ad un quadro della Madonna esclamando: Ho ucciso mio figlio. Allora non era facile raggiungere un ospedale, andò a letto angosciata. L’indomani mattina si alzò contenta: Ma sì, sento il bimbo! Tornò davanti all’immagine sacra: Ti ringrazio, Mamma, lo hai salvato!
A causa di quella caduta il bimbo si era girato ed aveva subito dei colpi: nacque podalico ed era tutto nero, pieno di lividi. Si schiarì dopo una decina di giorni, era molto bello e la mamma se lo mangiava di baci. A nove mesi camminava già, a dieci mesi le gambe non funzionavano più: paralisi infantile, oltre a diarrea ed altri disturbi.
Tre bambini del paese furono colpiti dalla bruttissima malattia: uno morì, una restò paralizzata. Il medico aveva dato a Tonino tre mesi di vita. I genitori angosciati si alternavano, nell’andare a messa, per poterlo accudire continuamente. Dopo qualche mese, mamma Agata (detta Tina), propose al marito Alberto di portare il bimbo nella chiesa di Santa Liberata, fra Monghidoro e Loiano perché avevano sentito dire che lì avvenivano miracoli. Era una domenica mattina, si incamminarono a piedi, col figlio in braccio, un po’ per uno, ed arrivarono nella chiesa dopo circa due ore di cammino. Entrati in chiesa, il bimbo, che era in braccio alla mamma, cominciò ad agitare le gambine. La madre lo mise giù e lui partì di corsa verso la carrozzina del parroco, che era paralizzato. Il sacerdote, vista l’espressione di entrambi, chiese: Cosa vi succede? Risposero: Reverendo, siamo venuti qui perché al bambino avevano dato tre mesi di vita ed era paralizzato. Il parroco prese le reliquie della santa e lo benedisse. Rimasero lì un po’ a pregare e poi ripresero il cammino per tornare a casa. Il ritorno, Tonino lo fece a piedi, tenuto per mano dai suoi genitori. Arrivati a Scanello, un signore che li conosceva, vedendo la guarigione del bambino urlò a tutta la propria famiglia quello che era successo. Tutti in paese lo presero in braccio e lo baciarono: fu una festa straordinaria per tutto il paese!