A pag. 107 del Libro “Storie dalla Terra Santa di Scascoli” troviamo, poi, che Iole, dopo lungo tempo, è tornata sui suoi passi ed ha continuato l’opera di suo padre. Si è recata, insieme agli altri del gruppo, ogni domenica, a Scascoli a pregare, per almeno quattro ore.
Sappiamo che, dopo aver assistito alla santa messa delle 7 a Bologna, nella chiesa di sant’Antonio abate, andavano alla meta attraversando la via Toscana fino a Pianoro. Dopo una breve sosta al bar all’angolo di Pianoro Vecchio, dove puntualmente si fermavano e Iole offriva sempre la colazione, ripartivano.
Durante il tragitto pregavano intensamente e cantavano, senza alcuna pausa. Il rito (tutt’ora praticato dai superstiti quando possibile) iniziava con tre baci alla Terra Santa, con il Segno della Croce e il bacio alla Croce, come dettato dalla Madonna e passavano sotto l’arco. Poi iniziavano tutte le preghiere: santi rosari meditati (sempre in ginocchio), canti, Via Crucis, processione nel bosco. Si andava giù lentamente, ad ogni tappa si fermavano e, in ginocchio, continuavano la preghiera. Ad ogni sosta: Santo Sepolcro, Ascensione, Cenacolo, Assunzione, preghiere in ginocchio e Iole cambiava i fiori, lavava i vasi, spazzava, riordinava. Aveva sempre le mani bagnate e in inverno c’erano delle temperature molto basse, da congelarsi le mani. Poi, molto lentamente, si tornava su dal boschetto, sgranando altre coroncine. Anche nell’ultimo tratto, in salita dal boschetto, ripetevano le coroncine: Viva Gesù, vogliamo Gesù, che regni sopra di noi e: Maria, regina delle vittorie, aiutaci a vincere ogni battaglia.
La salita veniva affrontata lentamente, è molto ripida e la vivevano con un senso di combattimento, sfida contro il nemico.
Ancora oggi, Iole, come Maria Calzoni, recita, a casa, tutte le preghiere, che sanno a memoria, notizie recenti ci dicono che sia ricoverata presso una struttura. Le auguriamo di potersi riprendere e poter tornare a casa sua.
